martedì 3 gennaio 2012

Sardegna , serra fotovoltaica più grande del mondo


In Sardegna  

la serra fotovoltaica 

più grande al mondo



– Nasce in Sardegna il piu' grande parco serricolo al mondo che produce energia fotovoltaica. E' destinato a colture ortofrutticole di qualita', melone, anguria, zucchina romanesca, finocchio e, fiore all'occhiello, i ''frutti dell'amore'', ovvero la rosa da bacca richiestissima in Olanda. E soprattutto consente la produzione di energia pulita.
La serra fotovoltaica Su Scioffu e' stata costruita a Villasor, al centro della pianura del Campidano a 25 chilometri da Cagliari. Rispetto alle centrali alimentate a petrolio o carbone, consente un notevole risparmio energetico: 25mila tonnellate di Co2 e garantisce energia elettrica a 10mila famiglie sarde.
Il grande parco fotovoltaico stabilisce un record mondiale per dimensione e potenza installata: 20MW su una superficie di 27 ettari, dotata di 84mila pannelli in un solo campo solare e 134 serre.
La centrale verde e' stata realizzata con un investimento di 70milioni di euro dall'indiana Moser Baer Clean Energy (Mbcel) in collaborazione con il colosso americano General electric (Ge).
La gestione agricola e' affidata alla Twelve Energy che ha coinvolto cinque cooperative e che potra' contare su 90 nuovi posti di lavoro. Le coop si occuperano della commercializzazione e vendita dei prodotti, garantendosi una sicura fonte di reddito.

 http://www.blitzquotidiano.it/



http://www.rinnovabili.it/energia/f...-record3166/


Rinnovabili.it) – E‘ stata appena inaugurata la serra fotovoltaica dei record. Costruito a Villasolar, in provincia di Cagliari, l’impianto rappresenta anche il primo investimento nel settore effettuato grazie alla collaborazione da parte di Moster Boer e General Electric.

Il primato è stato raggiunto grazie alla realizzazione di 26 ettari di strutture energetiche in grado di stimolare la coltivazione agricola e al contempo produrre energia sfruttando le potenzialità del sole, che fanno lavorare i 20 MW di capacità istallata in grado di produrre l’energia necessaria ai bisogni annuali di circa 10 mila abitazioni, grazie alla quale si potrà ottenere una riduzione di 25mila tonnellate di CO2.

Già allacciato alla rete e perfettamente funzionante l’impianto è stato presentato oggi in via ufficiale dalle due multinazionali responsabili del progetto che hanno investito circa 70 milioni per il completamento del progetto. Su tratta della l’indiana Moser Baer Clean Energy Limited (MBCEL) e dell colosso americano General Electric che hanno collaborato affinchè Su Scioffu, questo il nome del progetto, divenisse una realtà funzionante

“Su Scioffu – ha spiegato il il CEO di MBCEL, Lalit Kumar Jain – è la dimostrazione pratica della multifunzionalità del fototovoltaico: questo enorme parco serricolo è un hub di tecnica verde rinnovabile in grado di produrre elettricità in maniera ecosostenibile e allo stesso tempo di rilanciare un’area in difficoltà con la creazione di circa 90 nuovi posti di lavoro e lo sviluppo innovativo dell’agricoltura”. Ed è proprio per le potenzialità dell’Isola e per la ferma volontà ad accogliere la green economy che General Electric ha deciso di investire nel progetto in joint venture con MBCEL. Per l’AD e responsabile per l’Europa di General Electric Energy Financial Services, Andrew Marsden: “Su Scioffu documenta il nostro impegno ad investire in Europa con importanti partner in progetti di alto livello, nonostante le sfide economiche che interessano quest’area. Inoltre questo parco serricolo dimostra la mission di GE volta a partecipare a iniziative ancora in fase di sviluppo, in particolare in quelle che realizzano la nostra visione di ‘ecomagination’, che punta a creare valore affrontando le sfide legate a energia, efficienza e fabbisogno idrico”.

Ma il progetto non si ferma qui, è infatti prevista l’estensione delle serre con un potenziamenti che porterà a 40 i MW di potenza istallata. Da record anche il tempo di realizzazione dell’impianto: ci sono voluti infatti solo 4 mesi per portare a termine uno dei progetti serricoli più grandi mai realizzati, oltre che il più performante che vede funzionare le 134 serre per un totale di 84.400 pannelli al silicio policristallino.


http://www.greenbiz.it/economia-a-f...-manodopera-

Fotovoltaico: è in Sardegna la serra più grande del mondo. Ma è polemica sulla manodopera
Scritto da Eleonora Cresci
Martedì 29 Novembre 2011 12:04

fotovoltaico_genericoLe green economy, ripetiamo e ci sentiamo ripetere spesso, sarà la soluzione per uscire dalla crisi e dare lavoro a oltre 1 milione di persone solo in Italia. Ma è sempre così? Pare di no, o non del tutto almeno, stando a quanto apparso sulla stampa sarda in merito alla costruzione della più grande serra fotovoltaica al mondo, che verrà inaugurata presto a Villasor, nella provinca del Medio Campidano.

Sui giornali si legge infatti che delle 250 persone a lavoro in questi giorni per ultimare la struttura, che sarà presentata al pubblico mercoledì, solo una quarantina sarebbero sardi. Un progetto monumentale la cui realizzazione, però, pare sia frutto di manodopera soprattutto straniera (spagnola in particolare), a discapito della popolazione locale che in questa idea ha creduto e investito, vendendo ad una grossa multinazionale i propri terreni.

L'impianto si estende infatti su ben 26 ettari di terreno agricolo nella zona di Su Scioffu ed è stato realizzato dalla Twelve energy, una società di capitali nella quale sarebbero presenti come soci gli statunitensi della General Electric e gli indiani della Mbcel (Moser Baer Clean Energy Limited). Continuiamo ad usare il condizionale perché, in realtà, i lavori sono coperti da una sorta di "silenzio stampa" fino all'inaugurazione vera e propria e, quindi, le voci che circolano sono affidate agli abitanti di Villasor, ma non provengono da fonti certe.

Il progetto dovrebbe comunque essere costituito da oltre 84 mila pannelli in grado di produrre 20 megawatt di energia all'anno. I terreni sottostanti la struttura fotovoltaica rimarranno coltivabili e verranno presumibilmente affidati alle cooperative agricole del Basso Campidano, con priorità per quelle di Villasor. In totale si stima che l'impianto darà lavoro a massimo 40 persone, una volta messo a regime. Secondo la stampa, infatti, il fatto di costruire una serra fotovoltaica non sarebbe dovuto alla volontà di coniugare le energie rinnovabili con le pratiche agricole, ma solo alla necessità di aggirare le leggi regionali che impongono che la costruzione di impianti di tale portata avvenga solo nelle zone industriali.

Ma quanto, di questo enorme investimento, entrerà nelle tasche comunali di Villasor? Molto poco, stando ad alcune indiscrezioni: appena 40 mila euro all'anno e per questo c'è già chi parla di una svendita scriteriata dei terreni. Ma, al contrario, sul web si trovano anche opinioni differenti, come quelli di un utente che afferma di lavorare nel cantiere e sostiene che "noi sardi siamo almeno 100 e non 30 o 40", giustificando la manodopera straniera con il fatto che occorressero operai specializzati e che l'appalto per i lavori fosse di portata europea.

Ora, la domanda è: se è vero che dobbiamo trarre dalla green economy il maggior vantaggio economico e occupazionale possibile, siamo però in grado – in Italia – di garantire manodopera specializzata in questo settore? E possono, le nostre aziende o cooperative, confrontarsi con quelle straniere in gare d'appalto milionarie e in lavori altamente tecnici e all'avanguardia? Di chi è, insomma, la colpa se nella cittadina di Villasor e nei comuni limitrofi solo pochi fortunati potranno godere degli effetti di questa gigantesca serra?

Non rimane che attendere mercoledì, per capire le reali proporzioni dell'opera e le ricadute attese (o promesse) sul territorio sardo, uno dei più danneggiati dall'attuale crisi economica, con una percentuale di disoccupati tra le più alte d'Italia.

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lunedì 2 gennaio 2012

Scozia : centrali a maree


In Scozia centrali a maree per sostituire il nucleare


Gli scozzesi, si sa, sono un popolo pragmatico che bada al valore economico delle cose. Gli scienziati della Strathclyde University di Glasgow si sono fatti due conti in tasca e hanno pensato che una centrale che sfrutta le maree potrebbe sostituire vantaggiosamente quelle nucleari di Hunterston, nel North Ayrshire, e Torness, nella East Lothian, che andranno in pensione rispettivamente nel 2016 e 2023. Dal dire al fare, ecco il progetto in fase ormai avanzata. Il Cormat (Contra Rotating Marine Technology) è stato già testato e presto ci sara’ una dimostrazione commerciale di 500 chilowatt.
I ricercatori  della Strathclyde, guidati da Cameron Johnstone dell’unita’ Energy Systems Research, ritengono che duemila turbine sottomarine legate al fondale nei pressi della costa a Ovest e a Nord potrebbero generale due gigawatt di potenza. Quantità tale da sostituire l’energia elettrica prodotta a Hunterston e Torness. La Cormat  funziona più o meno come le eliche di un aereo. Utilizza il movimento delle maree per attivare le turbine e generare elettricita’. Ha due rotori progettati per girare in direzioni opposte, raggiungendo la stabilita’ giusta per operare in acque profonde.




A differenza della prima generazione di macchine che sfruttano le maree, la Cormat non deve essere fissata su una torre come una turbina a vento, ma su un cavo di ormeggio. Questo consente di spostare il dispositivo in base al flusso della marea, come un aquilone in una giornata ventosa.







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Launching of Morild II, Hydra Tidal

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The successful launching of Morild II

On thursday night, during the spring flood, the prototype of Hydra Tidal's tidal power plant was launched into water. The launch went smoothly and according to plan.

The prototype, Morild II, is now located at the quay where the last part of the installation will be completed. After the last rounds of testing has finished, Morild II will be towed to Gimsøystraumen in Lofoten where it's planned to be anchored by the beginning of September.

Music by Kevin McLeod

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la prima centrale elettrica al mondo alimentata dalle maree

Nell’arcipelago norvegese delle Lofoten, entrerà in funzione la prima centrale elettrica al mondo alimentata dalle maree. Il progetto è della Hydra Tidal, che lo ha realizzato insieme con altre aziende locali. Morild – questo il nome dell’impianto – è già stato sistemato in mare, zavorrato per l’immersione poco sotto la superficie dell’oceano.
Morild la centrale elettrica norvegese alimentata dalle maree
La piccola centrale produrrà 5 gWh (cinque milioni di chilowattora), che dovrebbero soddisfare le esigenze energetiche di 250 famiglie. Morild è il primo dei 130 impianti che saranno installati nel mare delle Lofoten entro il 2015. L’obiettivo dei produttori è generare 600-700 gWt (Gigawatt termici).
Morild è una struttura semisommersa, ancorata al fondo del mare e in grado di resistere alle estreme condizioni metereologiche della zona. La parte emersa (altezza di sette metri sul livello del mare) sembra un piccolo faro.  Il funzionamento è simile a quello degli impianti eolici, solo che le pale sono sott’acqua, mosse dalla marea invece che dal vento. L’impianto è dotato di quattro turbine. Quando c’è necessità di manutenzione, l’acqua di zavorra viene pompata fuori e la centrale riemerge e diventa una zattera.

Il funzionamento di Morild
La Hydra Tidal e gli altri partner del progetto hanno concordato la localizzazione dell’impianto con le associazioni ambientaliste e con i pescatori della zona.

DA : http://www.pinobruno.it/

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