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lunedì 17 febbraio 2020

Salvini è Arrivato al Capolinea

Salvini è Arrivato al Capolinea

La Lega ha Perso Nettamente contro il Pd di Bonaccini. 
Il leader del Carroccio vince solo nei sondaggi e nelle tivù. 
Oggi è in un vicolo cieco: se si Estremizza ancora prenderà botte da tutti, 
se farà una svolta moderata non troverà uno solo che gli crederà.

Analasi del voto facilissima. La ricreazione è finita. I cinque stelle spariscono quasi dappertutto tornando a essere piccola cosa dopo aver sfiorato grandi numeri nel recente passato. Il grande sogno di Matteo Salvini di abbattere l’Emilia-Romagna rossa e di prendere così il controllo del Paese e del centro-destra si è infranto con un atroce risveglio.

Salvini perde nettamente (bravo Stefano Bonaccini, molto bravo!) mentre aveva promesso la vittoria o almeno un testa a testa con il Pd. Il Pd è il primo partito. Nella coalizione di centro-destra si squaglia Forza Italia e fa pochi passi Giorgia Meloni. In Calabria, invece, vince alla grande Forza Italia che, con la propria lista e con le altre due liste collegate, arriva a sfiorare il 25%. Salvini perde il primato come partito, anche qui nel confronto con un Pd che paga il prezzo delle sue divisioni.

I prossimi voti regionali daranno ulteriori dispiaceri a Salvini perché in Puglia, ad esempio, ci sono buone possibilità che rivinca Michele Emiliano e in ogni caso la lista che sarà premiata nel centro-destra sarà quella della Meloni che esprime il candidato governatore,
 il democristianissimo Raffele Fitto.

M5S VICINO ALL’ESTINZIONE, LEGA ESTREMISTA FLOP, PD REDIVIVO
Insomma questo voto dice due cose semplici e ne aggiunge un’altra. La prima è che i pentastellati si sono spenti. Forse in un voto politico potranno recuperare elettori, ma ormai sono una forza non decisiva della politica, probabilmente destinata a estinguersi scissione dopo scissione. Dice che Salvini con la sua strategia estremistica ha fatto il pieno con il suo partito ma non ha attirato voto moderato che in Emilia-Rmagna è andato al governatore uscente e in Calabria alla deputata di Forza Italia. La ruspa si è fermata.

Nicola Zingaretti, che aveva promesso lo scioglimento del partito, deve provare almeno a riformarlo,

Il terzo elemento è che il Pd, dato per morente, è vivo e che la società italiana esprime nuovi anticorpi di fronte alla sfida guerresca di Salvini, i ragazzi e le ragazze delle sardine sono un fenomeno riproducibile. Che effetti avrà questo voto? Il governo resta in piedi, il voto anticipato si allontana, nel M5s continuerà la resa dei conti, Nicola Zingaretti, che aveva promesso lo scioglimento del partito, deve provare almeno a riformarlo, Matteo Renzi cercherà di far vedere che esiste ma anche lui ha buio davanti a sé, le sardine forse diventeranno un movimento politico stabile di sinistra.

SALVINI HA DISTRUTTO TUTTO QUELLO CHE AVEVA ACCUMULATO
E Salvini? Salvini si avvia, come ho più volte scritto, verso la parte finale della sua stagione politica. Non comanda da solo nella sua coalizione, ovvero non è più il capo indiscusso. Nel Sud resiste Silvio Berlusconi, avanza Giorgia Meloni. Il governo che aveva promesso di abbattere vivrà una vita travagliata ma vivrà una vita lunga. Il voto sarà, più o meno, alla scadenza naturale e in questo parlamento non ci sono i numeri per eleggere un presidente della repubblica salviniano.


Matteo Salvini durante la campagna elettorale in Emilia-Romagna.
La scia di insuccessi di Salvini è analoga a quella di Luigi Di Maio. È facile prevedere che nel suo partito qualcuno comincerà a chiedere conto del perché nell’arco di sei mesi Salvini sia riuscito a distruggere tutto ciò che aveva accumulato. Il re è nudo, che in questo caso vuol dire che Salvini non è un leader. Mentre Di Maio può dire di aver ballato una notte sola, questo privilegio a Salvini non è mai capitato. Ha vinto solo nei sondaggi e nelle tivù Rai e berlusconiane. Oggi è in un vicolo cieco: se si estremizza ancora prenderà botte da tutti, se farà la famosa svolta moderata non troverà uno solo che gli crederà. Si faccia una birra e saluti a centro campo.

LE SARDINE NON RINUNCINO A UN PROGETTO POLITICO A SINISTRA
In questo contesto il Pd è rinato. Chi ha ascoltato i commenti in televisione durante lo spoglio ha sentito come questo partito sia stato oggetto di critiche e di lazzi da parte di tanti che sognavano oggi di dichiarare sconfitto il modello emiliano. Si devono rassegnare. Dove c’è un popolo vero e un sistema di governo efficiente, non passa la linea sfascista. La leadership zingarettiana ha dato serenità. Le scissioni di Renzi e Carlo Calenda sono state irrilevanti (un bel ciaone a tuti e due). Tuttavia al Pd serve cominciare a volare alto. Nei programmi concreti, come nel rendere stabile e più vigoroso il taglio dell’Irpef. Nelle battaglie ideali perché il voto ci dice che la destra è forte ma non conquista tutto il popolo, anzi c’è una gran parte del popolo che di fronte alla sua avanzata trova la fantasia di organizzarsi e di scendere in campo, come è accaduto con le sardine.

Torna a essere vero che una sinistra riformista con un forte
 respiro ideale può contrastare e battere la destra.
Sarebbe un peccato se le sardine rinunciassero a svolgere un proprio ruolo nazionale nel campo del centro-sinistra con le proposte e i valori che tanto entusiasmo hanno suscitato. La loro presenza dimostra che tante analisi di questi anni si sono rivelate fasulle: non era vero che non esistono destra e sinistra, non è vero che il popolo è di destra, non è vero che sovranismo e populismo sono le ideologie egemoni. Torna a essere vero che una sinistra riformista con un forte respiro ideale può contrastare e battere la destra. Questa destra poco per volta capirà di essere forte ma di aver bisogno di avere uno/una leader seria e non un facinoroso. Per questo ho scritto e ripeto che Salvini è all’ultima battaglia. Ne combatterà tante ancora, ma in sei mesi ha rivelato di essere un pessimo capitano. Prima o poi i leghisti gli citofoneranno.


Spiace dover parlare ancora una volta di Niente,   e cioè di Matteo Salvini,


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Spiace dover parlare ancora una volta di Niente, 
e cioè di Matteo Salvini, ma la scorsa settimana sono successe almeno tre cose che lo riguardano. 
E che raccontano molto: non tanto su di lui,
 quanto su di “noi”. Il nostro problema non è il Cazzaro Verde, ma chi lo vota...


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martedì 11 febbraio 2020

Lega e la Cassa coi Soldi in Africa


Lega e la Cassa coi Soldi in Africa


Il Fatto Quotidiano parla della vicenda di Francesco Belsito, tesoriere della Lega condannato in appello per appropriazione indebita, che in Costa d’Avorio si sarebbe visto bloccare un carico di opere d’arte in quanto in una delle casse ci sarebbero stati milioni di euro in banconote da cento.

Lega e la Cassa coi Soldi in Africa

“ Lega in Africa, soldi e misteri ”. 
Questo è stato il titolo d’apertura del Fatto Quotidiano, 
con il giornale che ha realizzato un’inchiesta che poi
 è stata approfondita nel corso della trasmissione 
Sono le venti condotta da Peter Gomez su 
La Nove con tanto di video e documenti.

Al centro della vicenda c’è ancora Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega condannato in appello a 1 anno e 8 mesi per appropriazione indebita per la nota vicenda dei rimborsi elettorali che sarebbero stati utilizzati dalla famiglia Bossi.

Una nuova storia questa dove compare anche questa volta Renzo Bossi, con il “Trota” che avrebbe svolto il ruolo di tramite con alcuni spedizionieri per permettere a Francesco Belsito di spedire dalla Costa d’Avorio in Turchia alcune casse contenenti opere d’arte locali.

I container però non avrebbero mai lasciato l’Africa in quanto fermati dalle autorità di Abidjan, che ispezionando le varie casse in una di queste avrebbero trovato dentro milioni
 di euro in banconote da cento.

L’ex tesoriere della Lega e l’Africa
Se in passato Francesco Belsito era salito agli onori delle cronache per la vicenda dei soldi e diamanti in Tanzania, adesso sarebbe sempre l’Africa a mettere in difficoltà l’ex tesoriere della Lega.

La storia rivelata dal Fatto Quotidiano è incentrata questa volta in Costa d’Avorio, paese dal quale Belsito lo scorso anno avrebbe provato ad esportare oltre cento casse contenenti statue in legno, il tutto con tanto di regolare autorizzazione rilasciata dall’ente che si occupa dei nullaosta per l’uscita dal Paese di manufatti locali.

Per organizzare questo trasporto Francesco Belsito si sarebbe poi rivolto a Renzo Bossi, con il figlio del Senatur che avrebbe presentato dei preventivi mettendo in contatto l’ex tesoriere con alcuni imprenditori russi.

Quando il cargo messo a disposizione dei russi era però pronto a trasportare le opere d’arte a Istanbul, ecco che le autorità di Abidjan hanno però fermato tutto visto che in una cassa sarebbe stata trovata una ingente quantità di denaro.

Una circostanza questa rivelata dal Fatto Quotidiano dopo aver sentito gli imprenditori russi, che hanno raccontato con tanto di foto come “durante un’ispezione viene aperta una cassa, era piena di banconote da 100 euro, c’è anche una scatola di diamanti. Noi non ne sapevamo nulla”.

Renzo Bossi sempre sentito dal Fatto sostiene di non aver mai visto quella cassa e che “l’aereo non sia mai arrivato ad Abidjan perché Belsito, nonostante il contratto, non ha mai versato l’acconto agli imprenditori”. A Libero poi il figlio del fondatore del Carroccio ha parlato di alcuni giornalisti che lo vorrebbero fregare.

Francesco Belsito invece si è difeso spiegando che “la cassa non esisteva, sono stato truffato anch’io da un avvocato d’affari locale che mi ha mostrato quella foto per convincermi a lavorare con lui. Ho perso 200.000 euro”.

Il Fatto Quotidiano però ha citato un video “in mano agli imprenditori russi, in cui Belsito, alla presenza di Bossi, parla di una cassa ad Abidjan”, che è stato poi messo in onda durante la trasmissione di Peter Gomez Sono le venti.

I giornalisti Luigi Franco e Thomas Mackinson hanno realizzato una vera e propria inchiesta alla ricerca dei famosi 49 milioni della Lega, con questa vicenda della Costa d’Avorio che sarebbe solo la prima parte.

In sostanza i russi visto che ci avrebbero rimesso del denaro in questa storia avendo dovuto pagare per tornare a casa, avrebbero cercato di rifarsi vendendo informazioni riguardando questa storia.

Belsito ha ribadito come i soldi non ci sono mai stati e di essere stato lui il truffato, ma i russi hanno risposto con un video dove si vede l’ex tesoriere e si ascolta la voce di Bossi jr. mentre parlano di una cassa in uscita da Abidjan.

“Singolare, anche la scelta del cargo aereo come mezzo di trasporto, al costo di ben 120.000 euro - scrive sempre il Fatto annunciando il prosieguo dell’inchiesta - Un costo decisamente alto rispetto al valore di oggetti di artigianato e al prezzo di un trasporto via mare, stimabile in 20.000 euro”. Una giustificazione sarebbe quindi soltanto “l’urgenza del trasporto”.

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sabato 8 febbraio 2020

Vidi Berlusconi 3 Volte da Latitante

Vidi Berlusconi 3 Volte da Latitante


Il boss Graviano: «Vidi Berlusconi tre volte a Milano, da latitante».
Ghedini: «Falso». Non era Latitante, era Prescritto, Quindi l'ha Visto !!! 
E lo stalliere Mangano imposto dai Graviano a Berlusconi?
di Antonio Ingroia
Questa è la domanda che mi sento di fare oggi agli Uomini del Potere che conta, del Potere politico e dell’Informazione, dei grandi mass-media e dei giornaloni, che per anni ci hanno contrastato, denigrato, deriso e diffamato senza pagare dazio.
Le dichiarazioni di Giuseppe Graviano che, quando avrà finito il PM Lombardo, interrogherò anche io nelle prossime udienze non sono altro che la conferma di quanto abbiamo già dimostrato nel processo Dell’Utri e poi nel processo Trattativa. Dell’Utri non era altro che l’Ambasciatore di Cosa Nostra alla Corte di Berlusconi per gli investimenti mafiosi prima e per il sostegno politico mafioso poi a Berlusconi-Dell’Utri-Forza Italia. Questi rapporti, dimostrati nel processo Dell’Utri hanno portato alla condanna definitiva di Dell’Utri, dimostrati nel processo Trattativa hanno portato alla condanna di primo grado in quel processo.
Eppure, per Voi, Uomini del Potere che conta, eravamo solo visionari: i PM che hanno seguito il primo o il secondo processo, come Gozzo e Di Matteo, ed ancor di più chi come me li ha concepiti, avviati e portati avanti tutt’e due, e perfino tutti i Giudici che hanno condannato nei vari gradi di giudizio dei due processi.
Dicevate che le prove acquisite non valevano a niente perché Graviano aveva negato tutto. Ed ora che Graviano ha confermato, che direte?
Ma io lo so bene che farete. Non direte nulla. Metterete il silenziatore alla notizia. Troppo imbarazzante. Non chiederete scusa. Le vostre facce di bronzo sono abituate a tutto.
Vergogna, dovreste solo provare vergogna perché rappresentate quella parte di Paese incapace di fare i conti col proprio passato, incapace di fare Giustizia, incapace dopo tanti anni di rendere piena giustizia alle vittime e ai loro familiari!
Perché? Perché siete collusi col Potere sporco che ha governato le nostre vite per generazioni. Perché avete paura di guardarvi allo specchio. Perché non avete il coraggio che dovrebbe avere chi dentro le Istituzioni e i media di comunicazione dovrebbe prestare un servizio ai cittadini.
Vergogna! Non credo a voi debba dirsi altro.
Ai cittadini onesti, vittime di questo Sistema, dico invece che è giunto il momento di ribellarsi. Spegnete le TV, voltate le spalle al teatrino della politica messo in scena ogni giorno da giornaloni e TV. I “Potenti” di cui vi parlavo in realtà sono più deboli di voi perché voi avete una forza immane di cui non siete abbastanza consapevoli. Certo, voi non avete mass-media a disposizione ma avete uno strumento ancora più potente che si chiama internet, fb, i social, usateli, ma usateli bene. Diffondete le notizie che Loro silenzieranno. Fate rumore e fatevi sentire. Non fatevi ingannare. Solo così ribellandovi potrete riprendere il vostro futuro in mano. Oggi più che mai ognuno di voi conta tantissimo, contro quelli che vorranno farvi credere il contrario. Non lasciatevi convincere del contrario. Solo così potrete rendere omaggio alle vittime mute della mattanza politica-mafiosa che ha ucciso l’anima più pura e sana del nostro Paese!
Antonio Ingroia, sempre dalla parte di Verità e Giustizia. Ad ogni costo. A qualsiasi prezzo.

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venerdì 7 febbraio 2020

Canapa Industriale o Cannabis Sativa

Canapa Industriale o Cannabis Sativa (Cannabaceae),   è una coltura recentemente introdotta e in rapida espansione nel paesaggio agricolo americano.


Essendo una coltura esclusivamente impollinata dal vento,
 la canapa manca di nettare ma produce un'abbondanza di polline durante un periodo di carenza floreale nei paesaggi agricoli. Queste risorse di polline sono attraenti per una serie di specie di api, ma la diversità dei visitatori floreali e il loro uso della canapa in una vasta gamma di contesti agricoli rimane poco chiaro. Abbiamo realizzato raccolte di reti api ripetute visitando i fiori di canapa nelle fattorie di New York, che variavano sia nel contesto paesaggistico
 sia nei tratti fenotipici delle varietà di canapa. 


Canapa Industriale o Cannabis Sativa (Cannabaceae),
 è una coltura recentemente introdotta
 e in rapida espansione nel paesaggio agricolo americano.

Canapa Industriale o Cannabis Sativa (Cannabaceae),   è una coltura recentemente introdotta e in rapida espansione nel paesaggio agricolo americano.

Abbiamo identificato tutti i visitatori di api a livello di specie e abbiamo scoperto che la canapa supportava 16 diverse specie di api. La semplificazione del paesaggio ha avuto un impatto negativo sull'abbondanza di api che visitano i fiori di canapa,
 ma non ha influito sulla ricchezza delle specie della comunità. 

L'altezza della pianta, d'altra parte, era fortemente correlata con la ricchezza e l'abbondanza delle specie di api per le trame di canapa con varietà più alte che attiravano una più ampia diversità di specie di api. A causa della sua fenologia di fioritura unica nel tempo, la canapa ha il potenziale per fornire una risorsa nutrizionale fondamentale a una variegata comunità di api durante un periodo di scarsità floreale e quindi può aiutare a sostenere i servizi di impollinazione a livello di agroecosistemi per altre colture nel paesaggio. 

Con l'aumentare della coltivazione della canapa, i coltivatori, i gestori del territorio e i responsabili politici dovrebbero considerare il suo valore nel sostenere le comunità di api e tener conto della sua attrattiva per le api nello sviluppo di strategie di gestione degli infestanti. L'altezza della pianta, d'altra parte, era fortemente correlata con la ricchezza e l'abbondanza delle specie di api per le trame di canapa con varietà più alte che attiravano una più ampia diversità di specie di api. A causa della sua fenologia di fioritura unica nel tempo, la canapa ha il potenziale per fornire una risorsa nutrizionale fondamentale a una variegata comunità di api durante un periodo di scarsità floreale e quindi può aiutare a sostenere i servizi di impollinazione a livello 
di agroecosistemi per altre colture nel paesaggio. 

Le api forniscono servizi essenziali di impollinazione sia nei sistemi naturali che agricoli; tuttavia, sia le api selvatiche che le api gestite sono state influenzate negativamente da numerose caratteristiche dell'agricoltura intensiva su larga scala, compreso l'uso diffuso di pesticidi e insetticidi chimici, agenti patogeni e parassiti persistenti e la perdita dell'habitat di nidificazione seminaturale e della diversità delle piante ( Goulson et al 2015 , Dicks et al.2016 ). La perdita su scala paesaggistica delle aree naturali e della diversità vegetale, caratteristica distintiva dell'agricoltura intensiva, si verifica in conseguenza dell'aumento delle dimensioni e della connettività delle aree dedicate alla produzione agricola ( Meehan et al. 2011). La perdita di habitat associata al cambiamento nell'uso del suolo agricolo impone uno stress nutrizionale alle comunità di api ( Naug 2009) riducendo la diversità delle risorse floreali e imponendo lacune temporali nella disponibilità delle risorse ( Di Pasquale et al. 2016 ). Il cambiamento dei modelli di uso del suolo, quindi, minaccia la sostenibilità dei servizi di impollinazione su cui fanno affidamento i nostri sistemi agricoli.

La recente legalizzazione federale e l'espansione agricola della canapa industriale, Cannabis sativa ( Schluttenhofer e Yuan 2017 ), possono influenzare la distribuzione spaziale e temporale delle risorse di polline per le comunità di api negli Stati Uniti. La canapa industriale offre una risorsa floreale unica alle api nei paesaggi agricoli. La canapa fiorisce verso la fine dell'estate rilasciando un'abbondanza di polline durante un periodo di carenza floreale nativa e agricola ( Dalio 2012 , Koh et al. 2016 ). Di conseguenza, il polline di canapa può offrire una risorsa di sussistenza vitale alle api in un punto della stagione in cui le risorse sono limitate ( Dalio 2012), contribuendo così ad alleviare le pressioni imposte dalla variazione spaziale e temporale della disponibilità delle risorse che è caratteristica dei paesaggi agricoli semplificati ( Schellhorn et al. 2015 ).

Studi recenti hanno documentato l'importanza del polline di canapa nel sostenere una variegata comunità di api durante i periodi di scarsità di risorse floreali ( O'Brien e Arathi , 2019 ). Le comunità di visitatori della canapa possono variare nel corso della stagione ( O'Brien e Arathi , 2019 ), riflettendo potenzialmente i cambiamenti delle risorse floreali a livello del paesaggio nel tempo. In particolare, la comunità impollinatrice della canapa può variare nel tempo in quanto le api rispondono al declino locale della disponibilità di risorse floreali quando i fiori di altre colture di fine stagione nel paesaggio senesce ( Grab et al. 2017). Inoltre, sappiamo poco sugli effetti dei tratti varietali, come l'altezza delle piante, che in precedenza hanno dimostrato di alterare le preferenze dei visitatori in altri sistemi ( Parsche et al. 2011 ). L'altezza della pianta nella canapa è altamente variabile e determinata da fattori genetici e ambientali ( Campbell et al.2019 ). Inoltre, i visitatori di fiori possono rispondere ai cambiamenti nell'uso del suolo non solo in termini di abbondanza e ricchezza di specie, ma anche nella composizione della comunità ( Rollin et al. 2015). Esplorando i cambiamenti nella composizione, possiamo rilevare cambiamenti più sottili nella struttura della comunità, incluso il turnover delle specie, per cui l'identità delle specie e le loro abbondanze relative cambiano attraverso il gradiente del paesaggio. Tuttavia, studi precedenti sono stati limitati sia nella risoluzione spaziale che tassonomica. Pertanto, la capacità della canapa di supportare una variegata comunità di api in una varietà di contesti rimane irrisolta.

Mentre è evidente che la canapa, in quanto coltura ampiamente in espansione e ricca di polline, può fornire risorse per le api, la comunità delle api che visita la canapa non è stata ancora identificata nel paesaggio agricolo nord-orientale degli Stati Uniti. In questo studio, caratterizziamo la comunità delle api che visita la canapa lungo un gradiente del paesaggio per determinare in che modo il cambiamento nella composizione del paesaggio influisce sulla comunità delle api della canapa. Inoltre, studiamo gli effetti dell'altezza delle piante e della data di campionamento sull'abbondanza e sulla ricchezza delle specie della comunità delle api di canapa.


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In tutto il mondo gli #Impollinatori sono in declino. 
Ma negli #Usa , afferma una ricerca, le piantagioni
di #Cannabis fanno prosperare i preziosi #Insetti...
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Campi di Marijuana Aiutano a Salvare le Api


Campi di Marijuana Aiutano a Salvare le Api



In tutto il mondo gli impollinatori sono in declino. 
Ma negli Usa, afferma una ricerca, le piantagioni
 di cannabis fanno prosperare i preziosi insetti.

IL LUNGO volo delle api? 
Grazie alla cannabis. Ci voleva la legalizzazione per aiutare uno dei tanti insetti che, a causa della crisi climatica ma soprattutto il larghissimo uso di pesticidi e insetticidi in agricoltura, sta lentamente scomparendo. Negli ultimi cinque anni si stima siano stati persi dieci milioni di alveari al mondo. Dagli States all'Europa, spesso a causa dei prodotti chimici utilizzati nelle coltivazioni, si contano perdite per oltre il 40% di esemplari e anche la produzione di miele, 
a livello generale, è in costante declino.

Campi di Marijuana Aiutano a Salvare le Api


Un anno amaro per il miele
In quello che è stato più volte definito come l'Armageddon degli insetti in corso, ovvero l'enorme perdita di specie fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, da tempo si cercano soluzioni per evitare il declino di miliardi di esemplari. Uno, quasi involontario, ma decisamente efficace, è offerto dalla recente legalizzazione anche a scopo ricreativo in 11 diversi Stati americani: in queste aree con la coltivazione delle piante di marijuana prosperano le popolazioni di api.



A raccontarlo è una ricerca scientifica della Cornell University che ha pubblicato su Environmental Entomology i risultati di uno studio in cui si evince che le api frequentano sempre di più le alte piantagioni di canapa di diverse aree dove la produzione di cannabis è aumentata grazie alla legalizzazione. Ricche di nutrienti, i pollini di queste piante secondo i ricercatori possono fornire alle api una sorta di sollievo dopo la continua perdita di habitat legata all'uso agricolo e agli insetticidi. In particolare alle api "piace" la canapa sativa, varietà che per i ricercatori della Cornell è stata in grado di aiutare e attirare "16 diverse specie".

A richiamare le api è il polline delle piantagioni di canapa, ricco e abbondante, che sostituisce per gli insetti la grande carenza floreale che si sta verificando nelle zone agricole soprattutto a fine estate. Un polline, quello della cannabis, che sembra molto apprezzato dalle api.

Inoltre, secondo i biologi, le piante di cannabis potrebbero rivelarsi come preziosa risorsa nutrizionale per le comunità di insetti, tanto che - affermano i ricercatori -  "i coltivatori, i gestori del territorio e i responsabili politici dovrebbero considerare il suo valore nel sostenere le comunità di api e tener conto della sua attrattiva per le api nello sviluppo di strategie di gestione degli infestanti".

Mentre cresce la preoccupazione per il declino soprattutto delle api e degli impollinatori in tutto il mondo si cercano soluzioni per aiutare concretamente questi animali. Anche se senza piantagioni di cannabis, in diverse città si stanno realizzando corridoi ecologici o autostrade verdi (in Italia fra le ultime a Milano) per poter attirare gli insetti. 
Il vero problema però è legato all'uso di pesticidi e insetticidi.

Per questo, ha annunciato recentemente Slow Food, è necessaria una battaglia per un cambiamento. "Slow Food - scrive l'associazione in una nota - si unisce a una campagna europea per il divieto dei pesticidi, la trasformazione dell’agricoltura, la tutela delle api e la conservazione della natura. L’obiettivo è riuscire a raccogliere un milione di firme entro settembre 2020, di modo che la Commissione e il Parlamento europei siano obbligati a legiferare sul tema  della campagna tenendone in considerazione i princìpi". Per l'associazione è necessario un cambio di rotta in agricoltura mettendo al bando i pesticidi dannosi in modo da evitare 
"la distruzione di biodiversità che è legata a doppio filo alla crisi delle api".

di GIACOMO TALIGNANI

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martedì 4 febbraio 2020

Un Milione di Specie Viventi Estinte nei prossimi Decenni


Un Milione di Specie Viventi Estinte nei prossimi Decenni


Sir Robert Watson, scienziato ambientale britannico che presiede
 l'IPBES (Intergovernmental Science
Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) 

Un Milione di Specie Viventi Estinte
 nei prossimi Decenni:
 la colpa è dell'uomo

Tre anni di censimenti, analisi di dati da parte di diverse centinaia di esperti, ecco il rapporto 
dell'organismo Onu sulla biodiversità, che la scorsa settimana si è riunito a Parigi per una settimana, 
alla presenza dei rappresentanti di 130 Paesi. "Stiamo erodendo i pilastri stessi delle nostre economie, i nostri mezzi di sostentamento, la sicurezza alimentare, la salute e la qualità di vita del mondo intero"

E' solo l'inizio, quello che stiamo vivendo, ma in tempi relativamente brevi un milione di animali e 
vegetali scompariranno dalla Terra e dagli oceani. Per colpa dell'uomo, responsabile di un'offensiva nel confronti della biodiversità che gli scienziati definiscono "senza precedenti". Sparirebbero l'equivalente di 1/8 di tutte le specie che popolano il pianeta. A lanciare l'allerta è l'organismo Onu sulla biodiversità, che la scorsa settimana si è riunito a Parigi per una settimana, presenti i rappresentanti di 130 Paesi. E' un dato shock quello annunciato dalla Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi (Ipbes) che dalla capitale francese ha chiesto formalmente ai leader mondiali di passare all'azione quanto prima, perché non tutto è perduto. Secondo gli esperti l'unica speranza per evitare il peggio è quella di porre fine allo sfruttamento intensivo degli ecosistemi per le attività umane.

"La salute degli ecosistemi di cui dipendiamo, così come di tutte le altre specie, si sta deteriorando più velocemente che mai", ha denunciato il britannico Robert Watson, presidente dell'Ipbes, al termine dei lavori in corso dal 29 aprile presso la Casa dell'Unesco a Parigi. I partecipanti hanno negoziato parola per parola una sintesi di una quarantina di pagine, approvata all'unanimità dai delegati di 130 nazioni, in quello che rappresenta il più vasto consesso scientifico e politico sullo stato della biodiversità mondiale.


Il testo, diffuso oggi dopo che nei giorni scorsi ne erano stati annunciati alcuni punti, è l'estrema sintesi di un rapporto di 1800 pagine, frutto di tre anni di censimenti, analisi di dati da parte di diverse centinaia di esperti. In Europa le specie più colpite sono l'allodola - meno 50% negli ultimi 40 anni - la piccola farfalla blu - in calo del 38% dagli anni '70 - mentre un terzo delle api ed insetti è a rischio estinzione, senza dimenticare scoiattoli rossi, pipistrelli e ricci. Alla luce di questi dati numerosi scienziati affermano che la Terra è all'inizio della sesta estinzione di massa della sua storia, ma la prima attribuita all'uomo e alle sue attività.  Negli ultimi secoli per mano dell'uomo sono già scomparse 680 specie di vertebrati.
"Stiamo erodendo i pilastri stessi delle nostre economie, i nostri mezzi di sostentamento, la sicurezza 
alimentare, la salute e la qualità di vita del mondo intero" ha avvertito Watson, sottolineando nel 
contempo che "non è troppo tardi per agire, ma solo se cominciamo da subito e a tutti i livelli, da quello locale a quello mondiale". Per il ministro francese dell'Ambiente e della transizione ecologica inclusiva, Francois de Rugy, la perdita di biodiversità è altrettanto grave rispetto agli effetti del riscaldamento globale, ma si tratta di una "crisi più silenziosa".

La causa della perdita accelerata della biodiversità sono i comportamenti umani più che le ripercussioni del riscaldamento globale. Per evitare un disastro ecologico servono rapidi interventi politici per regolamentare lo sfruttamento delle terre e delle risorse naturali (spesso anticipato dalla deforestazione, in miniere, agricoltura intensiva, caccia e pesca). Ma occore anche limitare l'uso di pesticidi, lottare all'inquinamento, senza dimenticare una più razionale urbanizzazione. Le attività antropiche hanno già "alterato gravemente tre quarti delle superfici terrestri, il 40 per cento degli ecosistemi marini e la metà di quelli di acqua dolce", avverte il rapporto Onu. Oltre alla mano dell'uomo entrano in gioco, seppur in modo meno influente, i cambiamenti climatici, anch'essi causati in parte dai comportamenti umani, responsabili 
di un'ulteriore accelerazione nella scomparsa di alcune specie.

Gli esperti avvertono che la perdita di biodiversità avrà un impatto diretto su ciascuno di noi: dal cibo all'energia, dall'acqua potabile alla produzione di farmaci fino all'assorbimento del CO2. "La quantità di elementi della natura che sfruttiamo a vario titolo è immensa. Ed è fondamentale per l'esistenza e la prosperità della vita umana. Anche perché la maggior parte di tali materie prime non è sostituibile", precisa il rapporto Onu. Tra gli esempi concreti citati, la dipendenza dal legno per la produzione di 
energia per più di due miliardi di persone, le medicine naturali che ne curano 4 miliardi e la necessaria impollinazione del 75% delle colture da parte degli insetti,
 specie maggiormente a rischio estinzione.

A margine della riunione di Parigi, 600 attivisti e ong in difesa della biodiversità in 50 Paesi hanno 
firmato una lettera aperta promossa dal Fondo mondiale per la Natura (Wwf), per chiedere ai governi 
un'azione urgente tesa ad arginare la "crisi bio-climatica". Per i firmatari della lettera "siamo ancora in tempo per proteggere quanto rimane e cominciare a ripristinare la natura, ma per questo dobbiamo 
cambiare radicalmente stile di vita: come usiamo l'energia elettrica, come facciamo crescere il cibo, 
come smaltiamo i nostri rifiuti"; e nella lettera si sollecitano
 i leader politici ad attuare "azioni decisive e ambiziose".

"Quanto emerge da questo rapporto è devastante. Nonostante il ruolo fondamentale della biodiversità 
nella conservazione della vita sul Pianeta, il prevalere degli interessi economici ha portato ad un tale 
sfruttamento delle risorse naturali da rischiare ora conseguenze irreversibili", dice Martina Borghi di 
Greenpeace Italia. Per mantenere le temperature globali sotto il grado e mezzo ed uscire dalla crisi 
climatica che stiamo attraversando, è urgente combinare una drastica riduzione delle emissioni di 
anidride carbonica con la conservazione della biodiversità, prestando particolare attenzione agli 
ecosistemi naturalmente capaci di immagazzinare 
grandi quantità di carbonio, come le foreste torbiere", conclude Borghi.





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Leghista Scoperto durante il Dibattito a Navigare su Sito Hard


Leghista Scoperto durante il Dibattito a Navigare su Sito Hard


Dopo le battute del vice-sindaco di Biella, Giacomo Moscarola, a commento della vittoria del 
centrosinistra in Emilia Romagna, diventate ennesimo “caso nazionale” mediatico, spunta la foto di un consigliere comunale che con il cellulare guarda una donna in abiti succinti anziché Seguire il Dibattito in aula Comunale. Il rappresentate immortalato si trova a Palazzo Oropa, sede del consiglio comunale cittadino, durante la recente discussione del piano triennale dei lavori pubblici dell'ente.

A smascherarlo (parzialmente) sui social è stato Roberto Pietrobon (in passato militante politico di 
sinistra), che ha raccontato il peccato ma non il peccatore: la foto svelava solo parzialmente il leghista, ripreso di spalle e quindi non del tutto riconoscibile. Dopo alcune ore è stato proprio il consigliere di maggioranza della Lega di Salvini, Franco Mino, ad ammettere la sua identità.

“Tutti usano il cellulare per dei momenti in consiglio comunale. Dietro di me avevo notato dei balordi non al loro posto sul loggione che fotografavano e fra tutte le foto fatte la peggiore che potevano postare è questa che è la pagina iniziale di una su Facebook” ha scritto sulla propria pagina, per difendersi. Per poi aggiungere: “In riferimento a questa foto chiedo scusa se per sfortuna non ho aperto la prima pagina di Facebook di una fotografia con un uomo ma io non seguo le tendenze di moda rimango saldamente ancorato alle vecchie tradizioni (uomo, donna; mamma, papà)”. Parole che hanno ulteriormente animato le polemiche social.

di PAOLO LA BUA

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