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lunedì 4 settembre 2017

Testate Nucleari nel Mondo


Dal picco di oltre 64mila del 1987 i nove Paesi del “Club nucleare” contano oggi circa 10.355 testate alle quali vanno aggiunte quelle in dismissione. Il 93% è controllato
 da Stati Uniti e Russia

Stati che possiedono ufficialmente MISSILI con TESTATE NUCLEARI.
- Russia 8.500
- Usa 7.700
- Granbretagna 225
- Francia 300
- Cina 240
- India 100
- Pakistan 110
- Israele 80
- Corea del nord 10
Ci tempestano quotidianamente denunciando la Corea del nord .
Le altre nazioni NON sono invece Governate
 da Pacifici Collezionisti.

Il picco c’è stato fra 1986 e 1987, con oltre 64mila testate nucleari. Era il culmine della Guerra Fredda e il mondo era molto diverso da come lo conosciamo. Da quel momento, il conteggio – sempre approssimativo, fatto delle stime di organizzazioni come lo Stockholm International Peace Research Institute o la Federation of American Scientists – ha iniziato a scendere. Formalmente rimane elevato anche oggi, con 15.850 testate. La cifra risente però di un largo numero di armamenti in fase di dismissione: ancora intatti ma di fatto esclusi dal calcolo delle testate effettivamente disponibili, che in questa maniera scende a 10.355.

La discrepanza viene ovviamente dalle due principali potenze del cosiddetto Club nucleare: Stati Uniti e Russia. Nel primo caso – dati fermi alla metà del 2015 – alle 4.760 (2.080 pronte al lancio e 2.680 stoccate sotto la responsabilità del dipartimento della Difesa) ne vanno infatti aggiunte 2.340 ancora integre sotto la custodia del dipartimento dell’Energia.

Sono in procinto di essere smantellate ma portano il conto totale a stelle e strisce a 7.100 ordigni. Qualche riduzione c’è stata a partire dal nuovo trattato Start siglato con la Russia nell’aprile del 2010 e se ne prevedono delle altre entro il 2018.

COSA TI PORTA IL 2017 ?



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sabato 28 marzo 2015

Fonti Rinnovabili e Sostenibili in Arizona



Fonti davvero rinnovabili e sostenibili

In Arizona ci stanno riuscendo



Un ambizioso progetto basato su fonti rinnovabili (ad emissioni ZERO, ma per davvero) sta per essere messo in cantiere nel deserto dell’Arizona. EnviroMission, questo è il nome dell’azienda australiana realizzatrice del progetto, alla cui base c’è un concetto vecchio come l’ uomo, la serra. Per capirci meglio: siete mai entrati in una serra? In inverno quando fuori gela, dentro la serra fa caldino, in estate quando fuori è caldo, la serra diventa un forno (ed infatti le serre in estate hanno i lati aperti). Ora pensate a quando in inverno i vostri nonni andavano a fumare vicino al caminetto per non impuzzolentire tutta casa: il motivo era semplice, la cappa del camino aspirava il fumo, sia perché il fumo è caldo, dunque sale verso l’alto, sia perché la lunghezza dello scarico del camino crea un effetto “aspiratore”.
Bene, ora torniamo in Arizona, costruiamo una serra galattica, grande più di 100 campi da calcio e mettiamo al centro della serra un camino alto 800 metri


Accadrà la seguente cosa: nella serra si creeranno temperature elevatissime con aria calda che tenderà a salire verso l’alto, il camino di 800 metri, creerà un effetto “aspiratore” gigantesco, che favorirà la salita di queste masse di aria bollente verso l’uscita del camino. Alla base del camino verranno posizionate delle turbine che genereranno energia sfruttando il vento caldo che verrà aspirato dal “camino”.
Semplice no??
Un po’ di dati:
La superficie della serra sarà circolare con un diametro di 2 Km, il camino sarà alto 800 metri con un’apertura di 120 metri. La temperatura media al suolo è di 40 °C ed all’interno della serra si raggiungeranno gli 80°- 90°C. E’ utile che la torre sia così alta poiché la potenza di aspirazione è legata al gap termico, maggiore è il gap termico, maggiore sarà la potenza di aspirazione, dunque maggiore il vento che spingerà le turbine. Ogni 100 metri di altezza, mediamente la temperatura scende di 1°C, dunque la torre di 800 metri introdurra un beneficio ulteriore di 8 °C gradi da aggiungere ai 40-50°C di gap termico tra fuori e dentro la serra. L’impianto produrrà mediamente 200 MegaWatt, energia tale da alimentare 150.000 case americane (mi sento di dire, per esperienza personale,  che equivalgono a 200.000 europee…ma questo è un altro discorso!!)..
Il costo dell’opera sarà di 750 milioni di dollari, (circa mezzo miliardo di euro) che saranno ripagati con appena 11 anni di produzione, mentre si stima che l’impianto funzioni per 80 anni….dunque 70 anni di produzione a costi praticamene zero (a parte una piccolissima quota parte manutentiva).
Punti di forza:
- Considerato che il sistema lavora sui differenziali di temperatura, non su quella assoluta, l’impianto funziona con ogni condizione meteo.
- Il caldo del deserto è così intenso da scaldare il terreno così intensamente da far lavorare l’impianto anche di notte.
- Visto che si cercano condizioni climatiche estreme, vengono utilizzate aree territoriali altrimenti considerate “inutili” o comunque poco appetibili.
- Virtualmente la manutenzione è zero, ed il sistema funziona fino a quando rimane in piedi!!
- L’impianto non usa combustibili, non usa carbone, uranio o altro materiale, solo aria e raggi solari.
- Non vengono emessi agenti inquinanti, il solo prodotto di scarto è aria calda in cima alla torre. Considerato l’effeto serra, si può davvero creare una serra all’interno della struttura.


E’ curioso che l’azienda che produrrà questo impianto è australiana ed effettuerà il mega impianto negli Stati Uniti, dove, al contrario dell’Australia l’amministrazione Obama sta incentivando impianti rinnovabili come questo. 2015 sarà l’anno di inaugurazione dell’impianto.

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