martedì 21 febbraio 2012

Fotovoltaico: incentivi ridotti eppure conviene ancora


Fotovoltaico:

  incentivi ridotti 

eppure conviene ancora

Tagliate drasticamente le tariffe incentivanti. Eppure investire in questo settore ora è più redditizio grazie al crollo dei prezzi degli impianti. Ecco tutti i numeri.


Il taglio agli incentivi. Il 2011 è stato un anno agitato per il fotovoltaico in Italia, con la morte inattesa e prematura del terzo conto energia, sostituito dal quarto. Da giugno dell'anno scorso per chi installa i pannelli per produrre elettricità dal sole gli incentivi sono stati ridotti e continueranno a calare, fino a essere eliminati del tutto entro il 2017. Se negli ultimi mesi del 2011 la riduzione è stata graduale, da gennaio del nuovo anno è scattato il taglio più corposo: per dare un'idea, un impianto da 3 kW fino a maggio 2011 era premiato con 0,43 euro a chilowattora, da giugno la tariffa incentivante è stata portata a 0,387 euro a kWh e limata ogni mese fino ad arrivare a 0,298 euro/kWh a dicembre, mentre da gennaio 2012 ci si deve accontentare di 0,274 eu-ro/kWh e un nuovo taglio scatterà da giugno di quest'anno.

Ma investire oggi conviene di più. Con l'incentivo così dimagrito, conviene ancora investire in un impianto fotovoltaico? È quanto ha verificato il Salvagente, che nel numero in edicola da giovedì 16 febbraio pubblica un approfondimento condotto con l'aiuto della testata specializzata nelle energie rinnovabili Qualenergia.it. La risposta è stata sorprendente: l'investimento adesso è più conveniente di prima. Se gli incentivi sono calati, infatti, i prezzi degli impianti sono scesi ancora più velocemente. Nel 2008 un piccolo impianto da 3kW si pagava 6.500-7.000 euro al kW (installato "chiavi in mano"), a maggio 2011 i prezzi si aggiravano sui 3.500-4.200 euro, ora, siamo tra i 3.200 e i 3.700 euro per kW.

Diminuiti i tempi di ritorno. Nella pratica questo significa che, essendo minore la spesa per l'impianto, anche con gli incentivi ridotti, i tempi di ritorno si sono accorciati: per un piccolo impianto da 3 kW un paio d'anni fa si parlava di 8-9 anni per rifarsi della spesa, oggi mediamente i tempi di ritorno dell'investimento si aggirano sui 5 anni e mezzo e al Sud si riesce a scendere fino a 4 e mezzo.

Ecco i costi per il fotovoltaico. Abbiamo ipotizzato investimenti per impianti su edificio da 3 kW e da 20 kW: un taglio, il primo, sufficiente per un appartamento; il secondo, più comune in piccoli condomini (6-7 appartamenti, capannoni, piccole aziende). In tutt'e due i casi ipotizziamo che gli impianti possano entrare in esercizio nel primo semestre del 2012 e che siano realizzati in regime di scambio sul posto, ossia: si prende la tariffa incentivante del conto energia su tutta l'energia prodotta, che la si consumi o meno, e in più si ha un risparmio in bolletta dato dall'autoconsumo o dall'energia in eccesso che si rivende alla rete a prezzi di mercato.

I costi medi per kW installato. I costi medi per kW installato, considerati facendo una media delle rilevazioni compiute da Qualenergia.it, sono di circa 3.400 euro per gli impianti da 3 kW e scendono fino a circa 2.500 per impianti da 20 kW. Indicativamente dunque un impianto da 3 kW viene a costare intorno ai 10mila euro, mentre un impianto da 20 kW circa 50.500. Cifre importanti per le quali però si può comunque sempre ricorrere a finanziamenti bancari: i tassi praticati al momento sono attorno al 7-7,5% per gli impianti più piccoli e attorno al 5% per quelli da 20 kW.

Quanto si risparmia. La resa dell'investimento d'altra parte è sicura e attraente. A Milano l'impianto da 3 kW tra incentivo e risparmio in bolletta rende circa 1.600 euro l'anno: in 20 anni fanno oltre 32mila euro, che a Roma grazie al sole più cocente diventano circa 40mila e a Palermo 44mila. Ancora più redditizio l'impianto da 20 kW: rende dai 195mila euro del Nord ai 267mila della Sicilia. Le entrate, per entrambi i tagli, lo specifichiamo, sono calcolate su 20 anni di durata dell'incentivo, cui dunque andrebbe aggiunto il risparmio in bolletta di cui si potrà usufruire anche dopo questo periodo, dato che l'impianto funziona per almeno 25-30 anni.

 di Giulio Meneghello e Maurita Cardone
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venerdì 3 febbraio 2012

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giovedì 2 febbraio 2012

A Londra si produce ENERGIA camminando


A Londra si produce ENERGIA camminando



In una stazione dei treni trafficata circolano circa 52.000 passeggeri ogni ora e, in media, una persona compie 200 milioni di passi nell’arco della sua vita. Un gran dispendio di energia cinetica che, se convertita in elettricità, potrebbe contribuire a risparmiare e abbattere le emissioni di Co2. Una soluzione arriva dall’Inghilterra, dove l’ingegnere venticinquenne Laurence Kemball-Cook lavora dal 2009 su una mattonella che, se applicata al pavimento, soprattutto in zone molto frequentate come i centri commerciali, gli uffici, le stazioni e i luoghi in cui si svolgono grandi eventi, può trasformare il calpestio dei pedoni in energia. Dopo alcuni primi test nell’East London, in una scuola e in una discoteca, ora la piastrella Pavagen sarà tra i protagonisti della rivoluzione green dello Stadio Olimpico di Londra.
Venti piastrelle rivestiranno l’attraversamento centrale tra lo stadio e il centro commerciale Westfield Stratford City, intercettando un flusso di circa 30 milioni di passanti in un anno, grazie ai quali verrà prodotta l’energia necessaria per alimentare metà dell’illuminazione esterna del centro commerciale. Comprimendosi al passaggio del pedone, le piastrelle si illuminano grazie a un Led che di energia ne consuma solo il 5 per cento.
La tecnologia converte l’energia cinetica in elettricità che può essere immagazzinata e poi utilizzata per diverse applicazioni.


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