lunedì 31 ottobre 2011

ENERGY BROKER





ENERGY  BROKER 

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VIDEO SEMPLICE





VIDEO PROFESSIONALE
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CHI E' L' ENERGY  BROKER ?

E' UNA FIGURA  PROFESSIONALE
ASSOLUTAMENTE NUOVA 
CHE NASCE PROPRIO
CON LA RICONVERSIONE
DEL SETTORE ENERGETICO . 
 UNA PERSONA 
CHE 
UNA VOLTA ACQUISITE LE COMPETENZE TECNICHE SI OCCUPA DI PROPORRE LA CREAZIONE DI NUOVI IMPIANTI FOTOVOLTAICI

L' ENERGIA E' VITA 

QUINDI L' ENERGY BROKER 
  TRATTA
UN BENE PREZIOSO

 SI DIVENTA ENERGY BROKER  SEGUENDO UN BREVE CORSO DI FORMAZIONE  TRAMITE IL QUALE SI IMPARA TUTTO CIO' CHE  RIGUARDA UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO





Un settore esplosivo come quello del fotovoltaico











CAMPAGNA FINITA PERCHE' LO STATO HA RICEVUTO TROPPE RICHIESTE DUBBIOSE DALL' ESTERO CON L'ACQUISTO DI TERRENI
AGRICOLI IN PUGLIA , PER ISTALLARE IL FOTOVOLTAICO
RISULTATE DI PROVENIENZA MAFIOSA




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martedì 25 ottobre 2011

Il fotovoltaico è vantaggioso per lo Stato e la collettività

Il fotovoltaico è vantaggioso per lo Stato e la collettività !!!

All’audizione di ieri in Senato, Assosolare ha illustrato i vantaggi derivanti dal sole e gli ingredienti per una futura strategia energetica nazionale.

Sostenere in modo deciso lo sviluppo del fotovoltaico in Italia, superando la crisi in cui l’industria versa a causa dell’instabilità normativa. Questo il focus dell’intervento che il Presidente di Assosolare, Gianni Chianetta, accompagnato dal Segretario Generale, Francesca Marchini e da altri rappresentanti dell’associazione, ha fatto durante l’audizione alle Commissioni Ambiente e Industria del Senato. Per l’Associazione, i vantaggi che il fotovoltaico porta all’economia nazionale sono concreti e misurabili: riduzione del costo dell’energia elettrica per i consumatori, costi evitati in termini di emissioni di CO2, minori spese sanitarie, crescita del PIL, aumento dell’occupazione, auto-approvigionamento per l’industria, autonomia energetica, impulso all’innovazione della rete. Per questo, secondo Assosolare, il settore va sviluppato e pensare al futuro significa arrivare alla definizione di una strategia energetica nazionale in cui la riduzione della dipendenza energetica sia un obiettivo centrale. La ricetta proposta mira, infatti, a sostenere la ricerca e l’innovazione tecnologica, a semplificare gli iter amministrativi e a sviluppare le reti, rafforzando i meccanismi di incentivazione dello sviluppo della rete di trasmissione a favore dello sviluppo delle fonti rinnovabili, implementando i meccanismi di gestione per l’integrazione nel dispacciamento della produzione fotovoltaica e promuovendo sviluppi di rete dedicati all’integrazione della generazione distribuita. Altre opportunità da cogliere, che emergono dal documento diffuso in Senato ieri, sono lo sviluppo delle serre fotovoltaiche e la mobilità elettrica.

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Museo del Riciclo



Museo del Riciclo


Il Museo del Riciclo nasce dalla volontà del consorzio Ecolight - sistema collettivo che si occupa della gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee) nel rispetto del decreto legge 151/05 e della gestione delle pile e degli accumulatori secondo il decreto 188/08 - ha voluto per dare maggior valore alla propria azione in favore dell'ambiente. Ecolight, che raccoglie tra i propri consorziati oltre 1.100 aziende e - tra queste - il 90 per cento della Grande Distribuzione Organizzata, ha fatto del rispetto ambientale il proprio codice etico, cercando di promuovere iniziative che non solamente potessero migliorare la raccolta dei rifiuti elettronici, ma anche sensibilizzare aziende e consumatori nell'ottica di creare una maggior coscienza ambientale. I raee non sono infatti solamente competenza dei produttori e dei distributori, e di conseguenza dei consorzi che da queste aziende sono nati, ma di tutti. La cura dell'ambiente passa infatti da attenzioni che ciascuno può e deve adottare. Se Ecolight garantisce un servizio efficiente ed efficace di raccolta e smaltimento, al cittadino -così come alle aziende - viene chiesto un corretto conferimento di questi particolari rifiuti.


 Il Museo del Riciclo nasce proprio con questo scopo: essere un contributo in più in sostegno dell'ambiente; essere anche una testimonianza significativa della sensibilizzazione ai temi ambientali.
La scelta di farne un portale internet deriva dalla volontà di proporre una vetrina aperta a tutti, aperta ai "consumatori" come ai "creatori". Il Museo infatti si propone di raccogliere le testimonianze di coloro che, attraverso un'idea, danno nuova vita agli oggetti "da buttare". Il risultato può essere un quadro o un'istallazione, un oggetto di design o uno strumento musicale, oppure ancora una maglia da indossare. La creatività non sembra conoscere limiti quando si tratta di reinventare un oggetto destinato alla discarica: tra provocazioni, soluzioni di arredo e vere opere d'arte, il "riciclo" trova spazio in moltissime forme e risultati.
Questo Museo non è un progetto statico, ma una realtà in costante evoluzione con l'aggiunta di nuove sezioni e l'aumento del patrimonio artistico. Per quanto sia impossibile presentare un'opera omnia di tutto quanto riguarda questo particolare mondo, l'intento è di offrire quantomeno una finestra per approcciare un "universo" che è in costante e pieno sviluppo.


Il tema del "riciclo" deve diventare più familiare: non più legato al mondo dei rifiuti, ma collegato ad un nuovo modo di vivere dove ciò che non serve più, non per forza deve finire nell'immondizia L'arte "del riciclo" diventa così anche occasione per spiegare a famiglie, genitori, bambini e scuole come utilizzare in modo nuovo materiali da riciclo per fare piccoli giocattoli, oggetti per i bimbi e la casa, ma anche creare gioielli. E il Museo, è non solamente una testimonianza di come l'arte può nascere dal riciclo, ma anche che esiste un riciclo che, in quanto "buona pratica", può diventare arte.
Chi è Ecolight - Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.100 aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Tratta tutte le cinque tipologie di Raee. www.ecolight.it.


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Ecomondo 2011


Ecomondo 2011


Sfoglia la brochure:

http://asp-it.secure-zone.net/v2/index.jsp?id=240/312/692&lng=it

Ecomondo 2011: e´ gia´ boom di iscrizioni

Confermata la presenza del Ministro all'Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo alla cerimonia inaugurale mercoledì 9 novembre a partire dalle ore 9.45 nella Hall Sud in presenza delle Autorità.

In forte aumento le adesioni alla fiera segno che la green economy rappresenta un punto di riferimento per le imprese italiane che vedono nel rispetto dell´ambiente una chiave per la competitività e la sfida per il loro business.

Confermata la presenza dei buyers tedeschi in particolare di aziende di smaltimento rifiuti, municipalizzate, direttori di centri di raccolta e smaltimento rifiuti, responsabili servizi connessi al riciclaggio direttori di associazioni di categoria impegnati nelle attività del riciclo.

Positiva la risposta da parte del settore macchine movimento terra, riciclaggio inerti, frantumazione e decommissioning che esporranno le attrezzature più green e a minor impatto. Novità assoluta è rappresentata dall' AREA DEMO dove sarà possibile mettere in mostra le migliori performance di questi macchinari parcheggio OVEST della Fiera.

Ad Ecomondo 2011 sarà presente la filiera delle bioplastiche biodegradabili e compostabili certificate CIC che oggi rappresenta una delle migliori opportunità per il rilancio della chimica italiana ispirata alla sostenibilità ambientale dei processi e prodotti. Collegato alla filiera verrà creato un focus speciale sulla riconversione industriale di siti petrolchimici ormai fuori mercato a poli di eccellenza per la chimica verde.

Città Sostenibile decolla oltre 30 progetti originali di SMART CITIES, con azioni concrete nei vari ambiti del vivere sostenibile nelle città. Saranno presenti la città di Friburgo con i progetti virtuosi e di esempio per tutti i Comuni europei, la città di Vienna, vincitrice del premio internazionale "World city closed to sustainable waste management", la rete europea EUROCITIES, che presenterà il progetto NiCE (Networking intelligent Cities for Energy Efficiency), nonché alla presenza di Pedro Ballesteros Torres, Principale della DG Ener della Commissione Europea e promotore del Patto dei Sindaci.

Da segnalare la presenza delle città di Amsterdam e Torino quali casi concreti di eccellenza per le smart cities . Grazie all´eccellenza dei casi portati e dei relatori, tra i quali Gruppo Loccioni, sponsor e partner strategico che porterà progetti innovativi su domotica e mobilità, Enel Sole, sponsor ufficiale di Città Sostenibile, che porterà esempi concreti di azione nei Comuni, eEnergia che, grazie alla partnership con il gruppo spagnolo N2S, presenterà un progetto innovativo di monitoraggio e abbattimento dei consumi energetici (Energy Saving Management) nei grandi edifici (Hotel, edifici Pubblici e Ospedali), il Massachusetts Institute of Technology (MIT) che porterà l´eccellenza di progetti legati al Greenbuilding, l´APSTI, Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici .

Ecomondo 2011 - In un´unica grande fiera tutta l´industria dell´Ambiente in Mostra

  • È il più qualificato appuntamento nazionale dell´ industria del Waste e alle filiere connesse all´industria dell´ambiente rivolto principalmente all´industria manifatturiera, a tutte le tipologie di industria di produzione di beni, e agli stake holders  istituzionali.
  • È la vetrina più qualificata sulle soluzioni tecnologiche più efficaci alla corretta gestione e valorizzazione del rifiuto in tutte le sue tipologie, al risparmio idrico, all´ efficienza energetica, al riuso delle risorse.
  • Punto di confronto per i key players di natura strategica su nuovi modelli di crescita economica e di business attraverso la lente di ingrandimento della green economy
  • Uno straordinario strumento di informazione e formazione per i professionisti del settore
  • Un tavolo di interazione unico tra impresa e ricerca delle migliori soluzioni per un BUSINESS ETICO E RESPONSABILE.

OBIETTIVI ECOMONDO 2011

  • Presentare le tendenze del mercato della green industries dei prossimi anni.
  • Analizzare le evoluzioni del complesso panorama normativo.
  • Sviscerare le problematiche tecniche con le focalizzazioni settoriali.
  • Presentare le più importanti esperienze nazionali ed estere.
  • Creare un´occasione di incontro e di scambio tra le eccellenze del settore.
  • Diventare un riferimento per i BUYERS  dai mercati a maggior capacità di investimento nelle tecnologie ambientali

TOPICS 2011

  • Riutilizzo dei rifiuti nelle varie industrie
  • Riuso delle Acque
  • Prevenzione rischi industriali e Grandi Rischi Ambientali
  • Smart City e Best practice
  • Bioraffinerie
  • Qualità dell´aria
  • I flussi del commercio dei materiali
  • Il ruolo delle PA nel cambiamento di paradigma

 http://www.ecomondo.com/



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Sistema integrato per il riciclo dei moduli solari



Sistema integrato per il riciclo dei moduli solari




Grazie all’impegno di Ecolight verrà presentato in occasione di Ecomondo il primo sistema integrato italiano per la raccolta e il riciclo dei moduli solari

Verrà presentato in occasione della prossima edizione di Ecomondo il sistema integrato per la raccolta e il riciclo dei moduli solari. Sarà il consorzio per la gestione dei RAEE ad occuparsi dell’intera filiera evitando così che i materiali vengano portati all’estero.

Ogni anno sono circa 50mila i moduli che vengono gettati perché rotti o non più funzionanti e la consapevolezza che al momento i numeri del fotovoltaico italiano stimino la presenza sul territorio di almeno un modulo fotovoltaico per abitante, per un totale di circa 52 milioni di unità, fa riflettere sull’eventualità che presto questi RAEE dovranno essere gestiti e correttamente smaltiti. “Interveniamo oggi per evitare l’emergenza in futuro” ha infatti commentato il consorzio. Al momento tutti i moduli inattivi vengono portati all’unico impianto di smaltimento europeo, che si trova in Germania. Grazie all’impegno di Ecolight anche l’Italia avrà presto il suo impianto di smaltimento sfruttando anche la collaborazione di Se.Val Divisione Ecologia e di CSR Centro Servizi Raee, specializzate nello smaltimento e nella logistica dei rifiuti elettronici.

“Si tratta del primo servizio svolto interamente sul territorio italiano che vuole offrire una nuova risposta all’ambiente e che anticipa, di fatto, le prescrizioni normative contenute nel decreto del 5 maggio 2011” ha dichiarato il direttore di Ecolight, Giancarlo Dezio “La maggior parte dei pannelli solari non più funzionanti è interamente recuperabile. Opportunamente trattati, infatti, è possibile ottenere silicio, vetro, alluminio e plastica: tutte materie prime seconde, che possono essere reimmesse nei cicli produttivi facendo risparmiare energia e contribuendo a salvaguardare l’ambiente. Pensare oggi a come smaltire i pannelli solari è già una necessità, se vogliamo evitare di trovarci a parlare di emergenza in un prossimo futuro -prosegue il direttore di Ecolight-. Calcolando che i moduli hanno una vita media stimata in 20-25 anni e che la diffusione in Italia ha preso corpo negli anni Novanta, stiamo registrando una crescita esponenziale nella generazione di questi rifiuti che, pur non essendo pericolosi -tranne quelli che contengono telloruro di cadmio, sostanza inquinante- richiedono un trattamento particolare affinché sia possibile ottenere materie prime seconde”.

Oltre allo smaltimento e al recupero dei materiali il consorzio garantirà il ritiro dei materiali in tutto il territorio, integrando le operazioni mediante collaborazioni strette con le maggiori società produttrici di moduli solari.

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Ecolight sarà presente ad Ecomondo 2011
Dopo la positiva esperienza dell'anno scorso, Ecolight tornerà ad Ecomondo. Dal 9 al 12 novembre, il consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sarà presente alla quindicesima edizione della fiera del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile. L'appuntamento di Rimini, ritenuto il più qualificato appuntamento nazionale dell'industria del recupero e del riuso, e di tutta la filiera ad essa connessa, vedrà nuovamente la presenza del Museo del Riciclo. Ecolight ha infatti decido di riproporre una vetrina con alcune delle opere realizzate con l'utilizzo di rifiuti elettrici ed elettronici. Lo stand sarà collocato come l'anno scorso nella Hall Sud della Fiera di Rimini, all'interno dell'ingresso principale e presenterà, tra le altre, l'opera "Mediterraeeneo" che ha vinto il premio Ecolight alla terza edizione del premio internazionale di pittura e design "Rifiuti in cerca d'autore".
Ecomondo è un appuntamento importante non solamente per tutti gli operatori che lavorano nell'ambito "dell'ambiente", ma è anche l'occasione per stimolare la sensibilità ambientale.
In un momento storico ed economico in cui i rifiuti hanno un'importanza fondamentale, si deve studiare come ridurli - e quindi lavorare sul riuso e sul riciclo - ma anche come poterne fare un potenziale oggetto di sviluppo - con la creazione di energia.
L'edizione 2011 di Ecomondo affronterà il riutilizzo dei rifiuti nelle industrie, il riuso dell'acqua, la prevenzione dei rischi industriali in rapporto ai pericoli per l'ambiente, le best practices da utilizzare in città, il grande tema della qualità dell'aria - e quindi dell'inquinamento - il ruolo delle Pubbliche Amministrazioni e altri argomenti tecnici tra cui quello delle bioraffinerie.
Per saperne di più, visitare il sito www.ecomondo.com
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Energie rinnovabili uno Stato senza piani è un costo troppo alto




Energie rinnovabili 
uno Stato senza piani 
è un costo troppo alto

AGOSTINO CONTE*

Gentile Direttore il suo quotidiano ha il merito di aver aperto una quanto mai opportuna riflessione sul mercato elettrico italiano. Le scrivo in qualità di VicePresidente del Comitato Energia di Confindustria, associazione richiamata più volte nei due articoli da voi pubblicati. Per aiutare i non addetti ai lavori, giova ricordare cosa è accaduto in questi anni nel settore elettrico italiano: 1) si è passati da un monopolio pubblico ad un processo di privatizzazione/liberalizzazione, ritenendo che l’ordine sistemico e l’efficienza potessero essere meglio garantititi da un sistema di prezzi di mercato; 2) si sono fatti oltre 30 miliardi di investimenti in centrali a gas e carbone rendendo il nostro parco di produzione termica tra i più efficienti e puliti al mondo; 3) nell’ultimo anno è stato quadruplicato il quantitativo di energia fotovoltaica installata grazie agli incentivi più elevati al mondo (al 2030 l’utente avrà pagato un conto di oltre 110 miliardi di euro).
Possiamo dire che competitività, efficienza e sostenibilità sono stati raggiunti? Purtroppo non è cosi. Ci sono anzi molti problemi irrisolti.
In Italia si è invetito in nuovi centrali dove è stato possibile avere le autorizzazioni dimenticandoci però che era anche necessario collegarli al sistema elettrico, e che quindi bisognava autorizzare anche lo sviluppo delle infrastrutture di rete. Questo proliferare "impianti senza reti" ha prodotto aree del paese che hanno troppa energia rispetto a quella che consumano e aree che al contrario presentano grossi deficit.
A fronte di questi disequilibri, il modello di mercato, che già registrava un costo dell’energia sempre più elevato ed insostenibile per i consumatori industriali che ha portato alla riforma "CalderoliScajola" che dovrebbe entrare in vigore il 1 aprile 2012 – sempre che non si tratti di uno scherzo basata su due punti: a) prezzi zonali per i consumatori finali (ovvero chi non vuole le infrastrutture energetiche si assume anche il costo delle conseguenze e non può più socializzarlo addossandolo ad altri cittadini); b) in meccanismo di prezzo Pay as Bid, ovvero l’energia si paga al prezzo di offerta (sembra paradossale, ma l’energia viene ancora fatta pagare al prezzo dell’ultimo che viene chiamato a produrre, che ovviamente è il più alto).
Con l’escalation senza precedenti delle rinnovabili, ed in particolare del fotovoltaico, la situazione è "definitivamente impazzita": a) si fanno impianti soprattutto a sud, dove la domanda di energia è bassa aggravando ulteriormente l’eccesso di elettricità non consumata; b) i sistemi di trasmissione e distribuzione sono in forte difficoltà nel veicolare dal sud al nord l’energia rinnovabile soprattutto quella eolica.
C’è quindi uno straordinario paradosso: diamo gli incentivi più elevati al mondo per produrre energia soprattutto dove non riusciamo a consumarla e rischiamo di dover sussidiare gli impianti termici appena costruiti per evitarne la chiusura (perché "lavorano" poche ore), impianti che sono però indispensabili per tenere il sistema elettrico in sicurezza.
Possiamo permetterci ancora di navigare a vista senza programmazione? Se seguita così, chiediamo se ha ancora un senso avere un’Autorità indipendente quando il chilowattora sarà subissato dagli oneri fiscali e parafiscali ed extra mercato?
L’industria italiana è una grande flotta di piccole medie e grandi imprese, che affronta quotidianamente il mare di una difficile congiuntura economica. Il Paese non può più permettersi di veder affondare la parte più importante del suo Pil dall’iceberg dell’incertezza, metafora di un sistema che fluttua verso una deriva incontrollata. E’ per questo che la Dott.ssa Marcegaglia ha chiesto al Ministro Romani di avviare un profondo Assessment del mercato prima di qualunque ulteriore decisione.
*VicePresidente Comitato Energia Confindustria


Energie rinnovabili più "smart grid" e meno incentivi

Su repubblica.it di oggi il sottosegretario Stefano Saglia interviene sul futuro delle rinnovabili in Italia: pubblichiamo il suo intervento perché vogliamo realizzare con i vostri contributi, espressi nei commenti una risposta di sosrinnovabili su questo tema centrale.

di Stefano Saglia

Gentile Direttore,
leggendo la lettera di Agostino Conte, Vicepresidente del Comitato Energia di Confindustria, in cui si sollevano una serie di riflessioni e di criticità circa lo stato del mercato elettrico italiano, ho sentito il dovere, in qualità di Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all'energia, di dare una risposta ed una spiegazione.
Il sistema energetico si trova indubbiamente in un momento di intensi cambiamenti. Nel sistema elettrico il percorso di revisione di alcune regole del modello scelto nel 2001 è stato avviato già dal 2009 attraverso un confronto con tutte le componenti del sistema.
Questo ha permesso a tutti di comprendere bene esigenze e problemi e trovare le soluzioni più idonee a rendere il sistema più efficiente e trasparente.
Dopo soli due anni, ci troviamo di fronte ad uno scenario abbastanza modificato. Da una parte, sono stati superati i problemi autorizzativi che bloccavano alcuni grandi elettrodotti, responsabili di far schizzare in alto i prezzi in alcune zone del paese e di gravare le forniture di oberi impropri.
E' stato introdotto l'obbligo di una autorizzazione unica per impianti di produzione e infrastrutture di rete. Infine dsono state attuate o comunque avviate tutte le linee di riforma definite nell'ambito del Tavolo di confronto.
Dunque nel tempo c'è stata una trasformazione strutturale del settore, dovuta allo sviluppo della green economy che ha portato con se una serie di criticità che non sono esclusive dell'Italia ma sono presenti in tutta Europa.
Le nergie rinnovabili sono intermittenti e vanno integrate nella rete di trasproto e distribuzione attrverso le Smart Grid.
Occorre, dunque, una disponibilità di potenza di riserva pronta e capacità di accumulo. Del resto l'ipotesi di modelli di integrazione nell'ambito di mercati regionali europei sta concretamente andando avanti, aprendo nuove prospettive al sistema. Conte cita il pay as bid ed il "prezzo zonale", cavalli di battaglia della riforma del 2009 che, a nostro avviso, sono ormai superate.
Il contesto è cambiato e le soluzioni devono essere diverse.
In un mercato in overcapacity con una domanda bassa il tema della regola di formazione di prezzo non è certo il più urgente ed occorrono nuove risposte; in più ci allontanerebbe dall'europa, restringendo margini di concorrenza.
Rimangono però validi gli obiettivi di dare più trasparenza ed efficenza al mercato e ridurre i prezzi, da inquadrare in un'analisi aggiornata della situazione.
Abbiamo convocato questa settimana un tavolo sulla riforma del mercato per la discussione del secondo rapporto di monitoraggio con tutti i soggetti istituzionali (Mse, AEEG, Terna, Consumatori, produttori, distributore, GME).
Da questa revisione deriverà il programma di revisione di regole, alla luce dei nuovi cambiamenti.
Entro l'anno dovremmo approvare il Piano di sviluppo di terna che pone il tema dei sistemi di accumulo per sfruttare al meglio la potenza installata a fonte rinnovabile e gestire in sicurezza il sistema.
Non si tratta solo di costi o di interessi di parte: occorre ripportare al centro il tema della sicurezza della rete, come presupposto indispensabile per lo sviluppo.
Gli accumuli potrebbero rappresentare una soluzione vanzata per controbilanciare in modo efficiente la produzione non programmabile di alcune fonti rinnovabili.
Sono del resto necessari nuovi fondi europei per mettere gli Stati membri in condizione di sostenere la trasformazione in atto.
Il Governo sta cercando di utilizzare al massimo i fondi UE disponibili ( ad esempio il finanziamento tramite POI in milioni di euro per reti, cabine primarie ed accumuli) ma occorrono misure mirate.
Il Governo punta ad uno sviluppo sostenibile delle fonti rinnovabili evitando di sovraccaricare il sistema e di essere in line con una logica di mercato.
Nel 2011 lo sviluppo del fotovoltaico è stato intenso e territorialmente concentrato anche perché molto è stato fatto con ricorso alle procedure semplificate per gli impianti (DIA). Le energie rinnovabili devono svilupparsi ma nel rispetto delle regole di dicurezza della rete.
Pertanto per le rinnovsabili puntiamo ad un revisione degli incentivi, allo sviluppo delle reti contestualmente allo sviluppo degli impianti (con l'autorizzazione unica), ad una maggiore capacità di programmazione territorile da parte delle Regioni e ad eventuali "limiti" alla potenza installabile nei casi di pericoli per la sicurezza del sistema.
Sottosegretario di Stato
al Ministero
dello Sviluppo Economico
con delega all'Energia

http://sosrinnovabili.net/flat/notizia-24-ottobre-2011/

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LINKS: Mobilitazione nazionale contro il carbone

Fermiamo il carbone: Sabato 29 ottobre ore 14 mobilitazione nazionale Appuntamento ad Adria (Porto Tolle)


Iniziative anche a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure, Brindisi.


Contro l’uso del carbone, che inquina, minaccia gravemente la salute dei cittadini, uccide il clima e costringe i lavoratori del comparto energetico ad un futuro fatto solo di precarietà, sabato 29 ottobre le 35 associazioni della coalizione Fermiamo il carbone organizzano una manifestazione nel Polesine ad Adria contro la riconversione della centrale di Porto Tolle, e presidi a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure e Brindisi.
Il governo ha deciso contro ogni logica di puntare sulle centrali a carbone: la fonte fossile a maggiore emissione specifica di gas serra. A Porto Tolle, Enel progetta la conversione di una centrale a olio combustibile in una a carbone della potenza di 2000 MW nel mezzo del parco del Delta del Po. Questo comporterebbe l’emissione di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno di CO2: l’equivalente di oltre 4 volte le emissioni annuali di una città come Milano.
Prevista anche la riconversione di vecchie centrali come Rossano Calabro e la realizzazione di nuovi gruppi come a Vado Ligure e Porto Torres o addirittura la costruzione di nuovi impianti come Saline Joniche. Una scelta che va contro ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, contro la salute, lo sviluppo del territorio dell’agricoltura, del turismo e della pesca e contro l’occupazione, poiché, rispetto al settore innovativo e in crescita delle fonti rinnovabili, rappresenta una scelta energetica ormai obsoleta.
Con i recenti referendum oltre 26 milioni di italiani hanno rivendicato il diritto di decidere del proprio futuro: un futuro di vera sicurezza energetica e per scongiurare che i cambiamenti climatici raggiungano livelli distruttivi per l’ambiente, il benessere e la stessa specie umana.
"Con la giornata del 29 ottobre - dichiarano i promotori della mobilitazione, che lanciano anche la sottoscrizione di un appello - ci rivolgiamo a tutti, anche a coloro che subiscono il ricatto occupazionale, ovunque in Italia vi siano progetti di ritorno al carbone, per rifiutare tutti insieme la contrapposizione tra lavoro ambiente e salute, cominciando invece a costruire un lavoro dignitoso, una società basata sull’interesse comune e non su quello di poche lobbies, sulla possibilità di un futuro sostenibile per tutte e tutti". Per maggiori informazioni e per firmare l'appello visitate il sito di Fermiamo il carbone.
Appuntamento principale ad Adria alle ore 14 per formare un corteo colorato e pacifico che attraverserà le vie della città. La manifestazione continuerà (16.30 circa) con interventi dal palco, collegamenti con le altre piazze, spettacolo. Lo streaming della manifestazione verrà trasmesso sui siti web di tutte le associazioni promotrici, su GlobalProject e Libera TV.

Promotori coalizione Fermiamo il carbone:
Alternativa, AltraMente scuola per tutti, AltroVe, Arci, Auser, A Sud, Cepes, Circolo culturale AmbienteScienze, Comitato Energia felice, Comitato SI' alle Rinnovabili NO al nucleare, Coordinamento Veneto contro il carbone, Ecologisti Democratici, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Forum Ambientalista, Greenpeace, ISDE-Medici per l'Ambiente, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lega Pesca, Lipu, Movimento difesa del cittadino, Movimento Ecologista, OtherEarth, Rete della Conoscenza (Uds-Link), RIGAS, Slow Food Italia, SOS Rinnovabili, Vas, WWF, Ya Basta.



LINKS: Mobilitazione nazionale contro il carbone: Mobilitazione nazionale contro il carbone Ora sabato 29 ottobre · 16.00 - 19.00 Luogo Tutta Italia Creato ...

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venerdì 21 ottobre 2011

I piccoli comuni virtuosi crescono


I piccoli comuni virtuosi crescono




E’ credibile, in quest’Italia dove sembra sempre di essere vittime di una qualche emergenza (un giorno i rifiuti, quell’altro la democrazia, quello dopo ancora la carenza di denaro pubblico…) raccontare di esperienze virtuose e concrete, frutto di anni di lavoro lento e silenzioso, portate avanti da cittadini normali che per un periodo di tempo determinato scelgono di “occupare” le istituzioni locali, mettendosi al servizio delle comunità con trasparenza e buonsenso, efficacia e fantasia?

A guardare il panorama nazionale sembrerebbe di no… E invece esiste in Italia una rete di piccoli comuni, l’Associazione Comuni Virtuosi, che dal 2005 mette insieme le buone pratiche, le scopre negli angoli più impensati del Belpaese e le diffonde, come può, per valorizzare chi le sperimenta e fare in modo che sempre più sindaci in tutta Italia ne seguano l’esempio.

Nata su iniziativa di quattro comuni molto distanti e diversi tra loro (Colorno – PR, Monsano – AN, Melpignano – LE e Vezzano Ligure – SP) oggi la rete conta su 55 comuni soci, sparsi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale.

Una goccia nel mare, se si pensa che in Italia i comuni esistenti sono 8.102, ma un campione qualitativamente significativo di ciò che potrebbero fare, volendo, tutti i primi cittadini d’Italia, se solo scegliessero di seguire le indicazioni dei comuni virtuosi. Questi comuni, infatti, sono un campione attendibile del panorama nazionale: a parte un paio di comunità intorno ai 50.000 residenti, la rete è fatta di comuni intorno ai 5.000 abitanti (che sono la gran parte dei comuni italiani); sono ben distribuiti in quasi tutte e 20 le regioni italiane; sono amministrati da giunte di destra come di sinistra o di liste civiche; sono comuni di pianura così come di montagna, che si affacciano sul mare o che stanno in collina; sono, infine, comuni con un’economia prevalentemente artigianale/industriale così come realtà rurali, dove l’agricoltura la fa da padrona.

Ma cosa fanno di particolarmente significativo questi sindaci che non si rassegnano ad essere inglobati nell’ondata di malcontento che si abbatte ciclicamente sulla cosiddetta casta e sulle istituzioni in generale? Cercano di governare, con la saggezza di un buon padre o madre di famiglia, la propria comunità, con il coinvolgimento diretto dei cittadini, avendo a cuore il territorio che amministrano, sempre più faticosamente, ogni giorno.

Ecco allora che la questione rifiuti viene affrontata (e risolta) attuando l’unico sistema che in tutto il mondo ha portato a spegnere inceneritori e chiudere discariche senza lasciare sacchetti di immondizia in giro per le strade: a Ponte nelle Alpi (BL), ad esempio, la raccolta differenziata con il sistema porta a porta ha raggiunto la soglia impressionante del 90% in due anni, con cittadini che producono meno di 30 Kg. all’anno pro-capite di rifiuti, quando la media nazionale si aggira intorno ai 600 Kg.

L’eliminazione dei cassonetti stradali, e soprattutto l’introduzione dei bidoncini casa per casa, appartamento per appartamento, porta i cittadini a rendersi conto, molto rapidamente, che gran parte dei prodotti acquistati e infilati quotidianamente nella borsa della spesa sono, semplicemente, rifiuti. Spesso, evitabili e inutili (basti pensare alla montagna di imballaggi che ci carichiamo sulla schiena…). Il porta a porta ha questo indiscutibile vantaggio: siccome i rifiuti non vengono più infilati in un sacchetto e poi “abbandonati” in un cassonetto per strada, ma divisi scrupolosamente in casa ed esposti solo nei giorni previsti dal calendario distribuito dal Comune, ecco che le famiglie si auto-educano e mettono in atto comportamenti virtuosi che, tra le conseguenze dirette, li portano a produrre molti meno rifiuti di prima.

Il Comune spende il 20% in meno di quando faceva la raccolta tradizionale con i cassonetti, l’occupazione è aumentata (servono più addetti per raccogliere quanto viene differenziato, in giorni differenti) e i cittadini vedono premiato il loro sforzo con uno sconto in tariffa. Grazie al principio “paghi solo ciò che non riesci a differenziare” anche i cittadini meno sensibili ai problemi del Pianeta sono stimolati a fare comunque per proprio meglio per ridurre il proprio impatto, ciò che garantirà loro alla fine dell’anno un bello sconto in tariffa…

Ponte nelle Alpi non è sulla Luna, ma un paesone di circa 10.000 abitanti che ha trasformato il no del comitato locale contro la realizzazione di una mega-discarica a servizio di tutta la provincia, in un’alternativa concreta che dovrebbe diventare paradigma nazionale per affrontare la questione rifiuti. E non si dica, obiezione tipica e scontata, che queste cose possono essere realizzate solo nei piccoli comuni ricchi del Nord. San Francisco, che non è proprio una comunità di pochi abitanti, oggi viaggia al 75% di raccolta differenziata, e moltissimi nostri comuni del Sud hanno raggiunto percentuali altissime di raccolta differenziata. Basta volerlo fare.

In questi ultimi mesi, poi, se guardiamo a un tema che ha tenuto banco tra l’opinione pubblica per diverse settimane fino al pronunciamento del recentereferendum, ci rendiamo conto di quanto l’energia sia un nervo scoperto sul quale, proprio in un momento di crisi come quello attuale, le pubbliche amministrazioni potrebbero giocare un ruolo molto più significativo di quanto non stiano facendo in questo momento.

Gran parte dei nostri comuni soci hanno adottato piani energetici comunali facendo una fotografia, edificio per edificio, di quanto si consuma per riscaldare/raffrescare e illuminare una scuola, un asilo, un impianto sportivo, una biblioteca… Da qui sono partiti con interventi di riqualificazione energetica (nuove caldaie, infissi, cappotti esterni, maggiore coibentazione), ciò che ha consentito in alcuni casi di tagliare la bolletta energetica del 50, 70%.Portogruaro (VE), Capannori (LU), progetti e azioni concrete accompagnante dall’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: impianti fotovoltaici, pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, sonde geotermiche.

Nel mio comune, Colorno (PR), abbiamo messo a disposizione le superfici (tetti e parcheggi) dei nostri edifici pubblici e, senza far spendere un solo centesimo ai nostri contribuenti, stiamo eliminando tutto l’amianto presente su questi edifici che verranno ricoperti nei prossimi mesi di pannelli fotovoltaici che produrranno l’energia necessaria per illuminarli ogni giorno. Inoltre al Comune verranno messe a disposizione per i vent’anni della durata della convenzione quattro auto elettriche con le quali sostituiremo parte del nostro parco mezzi.

Abbiamo edifici che producono più energia di quanta ne consumano, come la scuola materna ed elementare di Mezzago (MB), abbiamo cimiteri (Cassinetta di Lugagnano – MI – Camigliano - CE) dove grazie alla sostituzione di tutte le lampade votive con i LED si è tagliato del 90% il costo di gestione.

Cosa accadrebbe se queste ed altre iniziative venissero adottate e replicate su larga scala nelle grandi città italiane? A Colorno, grazie all’introduzione dell’acqua del rubinetto nelle mense scolastiche abbiamo eliminato, in due anni di sperimentazione, qualcosa come 200 mila bottiglie da mezzo litro in plastica… Cosa succederebbe se a fare una scelta di questo tipo fossero i comuni di Roma o Napoli…?

Aiutateci a diffondere il contagio positivo delle istituzioni italiane, seguiteci su http://www.comunivirtuosi.org

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mercoledì 12 ottobre 2011

Solare Collettivo

 

 

Solare Collettivo



WindQuota, una società per il crowdfunding applicato all’energia eolica. Il sistema è tanto ingegnoso quanto semplice: affrontare le ingenti spese di realizzazione degli impianti grazie al finanziamento collettivo, ovvero all’acquisto di piccole quote da parte dei privati.
Ebbene, la stessa idea è stata applicata anche al settore fotovoltaico, che come l’eolico fatica a diffondersi proprio a causa degli alti investimenti iniziali necessari per l’installazione.

L’esperienza ha preso il via nel 2007 dall’iniziativa di un contadino della provincia di Cuneo, che volendo realizzare un impianto fotovoltaico, ha pensato di contattare tramite internet altre persone interessate a condividere le spese e, in futuro, l’energia. Ne è nata l’iniziativa “adotta un Kw”, che nel giro di un anno ha portato alla realizzazione di un impianto fotovoltaico da 20 Kw sul tetto di una cooperativa nel comune di Mondovì (CN). L’impianto è costato circa 100.000 euro ed è stato finanziato attraverso una sottoscrizione collettiva pubblicizzata via Web, che ha ottenuto circa 40 adesioni da varie regioni d’Italia.
L’iniziativa è stata poi ripetuta nei comuni e nelle province circostanti, e nel dicembre 2008 il progetto “adotta un Kw” è sfociato nella costituzione della Cooperativa Elettrica “Retenergie”. L’intento della cooperativa è quello di “aggregare singoli cittadini motivati a creare un nuovo approccio di democratizzazione energetica, dove ognuno può partecipare come produttore e/o utilizzatore del bene comune energia”, come si legge sul sito ufficiale della Cooperativa (www.retenergie.it). L’idea è quella di promuovere l’azionariato popolare e, al tempo stesso, privilegiare impianti di produzione di energia rinnovabile che abbiano un basso impatto ambientale.
Non solo fotovoltaico quindi, ma idroelettrico, cogenerazione/biomassa ed eolico, sempre a una condizione: quella di realizzare impianti di piccola taglia, eco-compatibili e sostenibili a livello territoriale. Il sistema è ancora in fase sperimentale ma si sta rapidamente diffondendo, grazie al Web ma anche grazie alla mediazione di una rete non virtuale: quella dei Gruppi d’Acquisto Solidale e dei Distretti di Economia Solidale, che moltiplicano il passaparola.
Per maggiori informazioni, oltre a Retenergie, visitate il sito dell’associazione Solare Collettivo (www.solarecollettivo.it), che sostiene la Cooperativa e promuove una nuova cultura ecologica in tema di energia.

http://www.tuttogreen.it/solare-collettivo-dopo-leolico-anche-il-solare-ci-prova-con-il-crowdfounding/


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Il fotovoltaico nel 2018 sara' la fonte piu' conveniente




Il fotovoltaico nel 2018 sara' la fonte piu' conveniente

Il fotovoltaico applicato all'edilizia "e' l'utilizzo piu' efficiente. Non occupa spazio ed e' a diretto rapporto con il consumatore". Inoltre, "e' molto piu' conveniente e non c'e' spreco nel trasporto". Nel 2018 sara' la fonte piu' conveniente. A tracciare il quadro all'Adnkronos, sui possibili sviluppi delle energie rinnovabili applicate all'edilizia, e' GB Zorzoli, presidente Ises Italia, associazione no profit che promuove le rinnovabili e l'uso razionale delle energie, sottolineando che "lo stesso quarto conto energia disincentiva gli impianti a terra".

Secondo l'Epia, l'Associazione europea dell'industria fotovoltaica, l'Italia potrebbe essere il primo paese in cui, nel 2013, si potra' raggiungere la cosiddetta 'grid parity', ovvero il momento in cui avra' lo stesso costo produrre il medesimo quantitativo di energia eletttica da fonte fossile e da fonte fotovoltaica. Ma Zorzoli preferisce essere piu' prudente proiettando la grid parity al 2014 o 2015. "Certo e' che entro il 2020 tutte le applicazioni fotovoltaiche saranno competitive". Quanto all'edilizia civile dovremmo aspettare un po' di piu': "si parla di 2018 - 2019".

In previsione di questi importanti sviluppi e' fondamentale la formazione. "Attiviamo 30 corsi di formazione l'anno che vanno dalla progettazione all'installazione ma anche alla normativa. Abbiamo una lista di docenti sparsi per l'Italia" spiega Zorzoli. Inoltre, con l'ultimo decreto, "gli installatori devono essere muniti di un patentino che verra' concesso solo dopo aver sostenuto un esame di teoria e di pratica. Come associazione - conclude Zorzoli - stiamo predisponendo moduli per preparare gli addetti a questi esami".



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Sarà Carloforte il primo comune del Mediterraneo 'a impatto zero’


Sarà Carloforte il primo comune del Mediterraneo ‘a impatto zero’
Entro il 2014 l'amministrazione locale annullerà le proprie emissioni.
Il piano si fonda su un mix misure verdi e sostenibili e su “Energia in rete”, algoritmo del Cirps e “cervellone” diffuso del risparmio energetico

Dal tonno rosso alle rinnovabili. L’isola sarda di San Pietro potrebbe incrementare così la propria fama a livello nazionale ed internazionale, trasformandosi in un vero e proprio laboratorio di ecologia. Attraverso un piano focalizzato su eco-energie, mobilità verde e gestione dei consumi energetici, l’isola potrà vantare un primato eccezionale nel 2014: il primo comune d’Italia ‘a impatto zero’. La notizia è stata diffusa in anteprima, dal sindaco di Carloforte, Agostino Stefanelli in occasione del ‘Carloforte green workshop’,la tre giorni dedicata alla green economy. Il piano di sviluppo comunale è frutto di un mix competenze ed eccellenze italiane nel campo della ricerca sostenibile e fa seguito al protocollo d’intesa stipulato con il ministero dell’Ambiente. Accanto a misure più “tradizionali” come l’ammodernamento degli impianti solari, il monitoraggio dell’aria, la solarizzazione degli edifici pubblici e abitazioni e la distribuzione di biciclette elettriche gratuite per i cittadini, l’amministrazione di Carloforte ha scelto uno strumento decisamente innovativo come “Energia in rete”, l’algoritmo dei ricercatori del Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile della Sapienza di Roma (Cirps); si tratta di una tecnologia wireless intelligente che incrocia i dati, monitora e razionalizza il consumo energetico di edifici pubblici, ospedali, abitazioni civili, strade.

“Il punto forte del piano – hanno spiegato Vincenzo Naso, direttore del Cirps e Daniele Pulcini coordinatore dell’unità di ricerca AEREL che ha curato il progetto, – è il mix di tecnologie che monitorano e calmierano i consumi entro limiti ampiamente condivisibili, ma forniscono anche un’informazione immediata sui progressi fatti. Un modo importante e veloce per rendere partecipi i cittadini sui risultati conseguiti”. Ma anche paesaggio e cultura rivestiranno un ruolo fondamentale nel piano. Da qui le azioni di recupero e valorizzazione delle risorse ambientali e del patrimonio culturale, come ad esempio la creazione delle ‘Vie del sale’ con pista ciclabile tra le saline di Carloforte.



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Il 90% degli italiani vuole fortemente le rinnovabili


Il 90% degli italiani vuole fortemente le rinnovabili

E’ questo quanto evidenziato dal’indagine Ispo. La stragrande maggioranza del campione intervistato infatti si dichiara a favore della diffusione di eolico e solare come alternativa all’importazione di combustibili fossili

Cresce l'interesse per le fonti energetiche rinnovabili e di pari passo aumenta la percezione secondo cui l’efficienza energetica e un giusto approvvigionamento energetico siano realmente tra le soluzioni più efficiaci per combattere e contrastare il cambiamento climatico.

Ma cosa ne pensano gli italiani? La risposta è stata fornita dall’Ispo, l’Isituto di ricerca fondato dal prof. Renato Mannheimer che da anni si interessa di investigare nel sociale, nell’economia e tra le istituzioni valutando l’opinione del pubblico e degli opinion leaders. Tenendo sempre in considerazione l’evoluzione sociale relativa soprattutto ai grandi processi che trasformano la società e le abitudini quotidiane, l’Ispo ha spesso interpretato i bisogni e le scelte dei consumaotri, dei cittadini e degli elettori al fine di tracciare una panoramica quanto più completa possibile su quello che è il popolo italiano oggi.

Per meglio monitorare i cambiamenti della società e per creare una sorta di database delle tendenze della penisola, l’Isituto fa tesoro di quanto appreso in 15 anni di studi che si sono concertati sull’energia e, al fine di dare maggiore voce al comparto è passato alla creazione dell’Osservatorio ENERGIA, punto di riferimento per gli operatori di settore e matrice di informazioni che analizzano “l’evoluzione della sensibilità pubblica nei confronti della questione energetica e delle questioni più attuali ad essa collegate”.

Analizzando le questioni energetiche da due differenti punti di vista, quello della popolazione e quello degli opinion leaders, l’osservatorio monitora con cadenza semestrale per la popolazione e annuale per gli altri utenti, l’evoluzione e il cambiamento di opinione su questioni centrali della vita quotidiana. Attraverso interviste telefoniche effettuate tra gli 800 italiani scelti tra gli aventi maggiore età di differente istruzione e ceto sociale e nelle differenti aree geografiche si riesce ad ottenere risultati caratterizzati da una giusta eterogeneità. Cento tra giornalisti, analisti finanziari, accademici, Associazioni di categoria, imprenditori/dirigenti di grandi aziende e Istituzioni vengono invece intervistati annualmente via telefono o web per rispondere ad un questionario strutturato con un taglio più elevato rispetto a quanto riservato ai comuni cittadini.

Dall’ultima indagine condotta l’Ispo, risalente al maggio scorso, l’Ispo ha messo in luce una diffusa preoccupazione nei confronti della necessità del miglioramento dell’approvvigionamento energetico specificando che secondo le interviste effettuate tra la popolazione per più di due italiani su tre la sicurezza energetica rappresenta una fattore prioritario, il più importante e in alcuni casi uno dei più rilevanti con un aumento del 3% rispetto ai risultati ottenuti nel mese di maggio 2010. Per gli opinion leaders intervistati la situazione è altrettanto grave: 9 osservatori su dieci ritiene il migliormaneto dell’approvvigionamento energetico una delle tematiche prioritarie e più critiche con un aumento del 31% rispetto ai dati precedentemente archiviati.

Ma gli italiani sanno veramente cosa significa fonte energetica rinnovabile, o risorsa, o quale siano le fonti primarie e quelle di approvvigionamento? Dai dati Ispo emerge una popolazione che per due casi su tre si dichiara poco o per nulla informata in merito alla direzione che il panorama energetico nazionale sta intraprendendo, con un 38% degli intervistati tra la popolazione che si dichiara informato in merito a fonti primarie e di approvvigionamento energetico.

Per il benessere energetico del paese, segnala l’Istituto, almeno il 78% degli intervistati pensa che il contributo del singolo individuo sia di vitale importanza per il raggiungimento degli obiettvi energetici e di risparmio delle risorse, dato che solo 4 anni fa raccoglieva il favore del 66% della popolazione. Tra gli italiani è infatti ormai diffusa l’adesione a pratiche quotidiane di risparmio energetico che vanno dall’utilizzo esclusivo di lampade a basso consumo energetico, all’attenzione allo spreco di acqua, alla moderazione nel riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni fino allo spegnimento degli stand-by degli elettrodomestici.

Tra le energie più conosciute e apprezzate i dati Ispo segnalano le fonti energetiche rinnovabili: sono noti al 90% degli italiani sia il solare che l’eolico, viste anche come valida alternativa all’importazione di combustibili fossili secondo il 70% del campione partecipante all’indagine.





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martedì 11 ottobre 2011

ECOLOGIA: Marea nera in Nuova Zelanda

 

 

 

 

 ECCO COSA CONTINUA

 A SUCCEDERE

USANDO IL PETROLIO

ED I SUOI DERIVATI


a rischio la barriera corallina e i pinguini blu

Greenpeace: «Non usate il disperdente Corexit»

Quello che si temeva è accaduto: il petrolio e il carburante sversati dalla portacontainer Rena, un cargo di 236 metri che si è arenato il 5 ottobre su una secca dell'Astrolabe Reef al lago della costa della Nuova Zelanda, ha raggiunto la costa mentre si lavora ancora a stabilizzare la nave pompando via il petrolio, ma il maltempo sta ostacolando le operazioni.
Masse di petrolio grosse come un pugno sono state ritrovate su una spiaggia di Mount Maunganui nella North island...

SE VUOI CONTINUA A LEGGERE QUI SOTTO , KLIKKA

ECOLOGIA: Marea nera in Nuova Zelanda: Marea nera in Nuova Zelanda a rischio la barriera corallina e i pinguini blu Greenpeace: «Non usate il disperdente Corexit» Q...

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lunedì 10 ottobre 2011

Fotovoltaico : crescono i Piccoli su Tetto


Fotovoltaico

In Italia rallentano i Grandi Impianti 

e crescono i Piccoli su Tetto

 

L’Italia sarà, per i grandi investitori, un mercato sempre meno appetibile. Cresce invece l’interesse verso nuovi mercati come Sud America, Sud Africa, Sunbelt e Australia. I piccoli impianti su tetto si confermano in crescita e saranno, da qui ai prossimi due anni, sempre più interessanti. Questo, secondo le previsioni di Solarplaza, la piattaforma globale dedicata al fotovoltaico, che organizzerà a Milano il 6 e 7 ottobre prossimi, la conferenza“The Solar Future: Italy”.

Il fotovoltaico in Italia – ha spiegato Michele Appendino, presidente e amministratore delegato di Solar Ventures, tra i relatori della conferenza di SolarPlaza – si manterrà invece su volumi importanti nel settore retail dei piccoli impianti su tetto che sarà poco impattato dalle severe restrizioni e procedure imposte dall’ultimo decreto. Il IV Conto Energia limita di molto le possibilità di sviluppo dei grandi impianti. In un’ottica di lungo termine e, successivamente al transitorio, sarà sempre possibile sviluppare impianti da 1MWp anche su suolo agricolo, però solo nel rispetto delle condizioni di asservimento dettate dal Decreto Romani che ne limiterà notevolmente la diffusione. In generale comunque, tutte le nuove possibilità dovranno sempre e comunque fare i conti con una rete elettrica ormai satura, che sarà un ulteriore motivo di freno allo sviluppo del settore finchè non risolta”.

Su quali saranno le prospettive per chi vorrà venire a investire ancora in Italia, secondo Michele Appendino: “i segmenti ancora attrattivi sono frammentati e di difficile ingresso:  parliamo di tetti, che il più delle volte presentano difficoltà tecniche e/o strutturali insormontabili, nonché di difficile bancabilità”.

Per quanto riguarda invece le reazioni degli investitori alle incertezze italiane, Appendino spiega che: “gli investitori più forti e strutturati stanno valutando la possibilità di bypassare il periodo transitorio sui grandi impianti per poter comunque costruire senza attese o limitazioni. Chiaramente la prospettiva è di ritorni molto inferiori in quanto collegati alle tariffe omnicomprensive previste per il 2013. Molti altri stanno invece abbandonando totalmente il paese per dedicarsi a mercati emergenti più competitivi e interessanti”.

Il ruolo delle banche sarà invece al centro dell’intervento di Giovanni Borlenghi, responsabile del Servizio filiere produttive e credito agevolato di Cariparma, relatore al convegno organizzato da SolarPlaza. Secondo Borlenghi: “se il settore, nel corso del 2010 e nel primo semestre 2011  ha avuto la forte crescita che tutti conosciamo, la si deve certamente anche al deciso sostegno finanziario da parte del sistema bancario”.

E i numeri lo confermano. “Dati recenti – spiega Giovanni Borlenghi - indicano in 20 miliardi di  euro il valore degli impianti fotovoltaici installati nel corso del 2010 in Italia; il 18% di tale somma (pari a 3,6 miliardi) risulta finanziato in Leasing ed i rimanenti 16,4 miliardi risultano finanziati per almeno il 70% direttamente dalle Banche. E' vero comunque che le continue incertezze del quadro normativo rendono più complesse le analisi di bancabilità dei progetti e mettono spesso in discussione anche le operazioni già deliberate”.

Il IV Conto Energia – secondo Borlenghi - ha stabilito alcuni principi fondamentali circa le carattestiche degli impianti, ed i futuri incentivi nella speranza che il sistema regolatorio trovi stabilità e certezza nel tempo; certamente  il meccanismo di iscrizione al registro del GSE rischia di creare  ritardi in fase di istruttoria ma anche di concessione dei finanziamenti come pure devono trovare certezza i tempi relativi agli allacciamenti al fine di rendere credibili i business plan dei progetti. L'adozione dei decreti attuativi relativi al d.lgs 28/2011 che inizialmente era previsto per settembre ma che certamente si protrarrà nel tempo, diventerà fondamentale per lo sviluppo del comparto”.

 FONTE
http://www.ingegneri.cc/articolo/9042/Fotovoltaico-In-Italia-rallentano-i-Grandi-Impianti-e-crescono-i-Piccoli-su-Tetto


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GSE , QUARTO CONTO ENERGIA




GSE
PUBBLICATE LE FAQ 
SUL QUARTO CONTO ENERGIA

FONTE: ZEROEMISSIONTV.IT

Grazie alla pubblicazione sul sito del Gestore Servizi Energetici delle Faq (Frequently Asked Questions) sul IV Conto Energia, da oggi sarà possibile ottenere una rapida risposta a molte delle più frequenti domande sul nuovo regime di incentivazione (dm 5 maggio 2011).
Quali impianti possono accedere al Quarto Conto Energia? Cosa si intende per “piccoli impianti”? E per “grandi impianti”? Esiste un limite di potenza incentivabile? A queste e a molte delle più frequenti domande sul nuovo regime di incentivazione (dm 5 maggio 2011) da oggi sarà possibile ottenere una rapida risposta: il Gestore Servizi Energetici ha infatti pubblicato sul proprio le FAQ
http://www.gse.it/attivita/ContoEnergiaF/Pagine/FAQgse.aspx
(ovvero le Frequently Asked Question)  sulle tematiche del "Quarto Conto Energia". Si tratto di uno strumento molto utile in quanto le risposte fornite del Gse compongono insieme una panoramica chiara ed esaustiva delle questioni principali e più controverse del meccanismo di incentivi entrato in vigore a giugno. Sarà possibile così ottenere importanti chiarimenti ad esempio sul “Registro grandi impianti”, che ha suscitato spesso numerose perplessità tra gli stessi addetti ai lavori, sul “Premio per impianti abbinati a uno uso efficiente dell’energia”. Attraverso le Faq messe a disposizione del Gse è possibile inoltre ricevere “Ausilio per la compilazione delle schede tecniche” degli impianti, nonché “Ausilio per l’utilizzo del portale informatico” del Gse, ma anche delucidazioni sulla tecnologia fotovoltaica e sulle sue differenze con il solare termico.

Sono in tutto otto le categorie inserite: IV Conto energia, Registro grandi impianti, Modalità di accesso alla convenzione, Premio per impianti abbinati ad un uso efficiente dell'energia, Premio per impianti incentivati ai sensi del II Conto energia abbinati ad un uso efficiente dell'energia per richieste inoltrate fino al 24 Agosto 2010, Ausilio per la compilazione delle schede tecniche, Ausilio per la gestione dei pagamenti, Ausilio per l'utilizzo del portale informatico.


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sabato 8 ottobre 2011

Il ponte solare più grande del mondo sarà sul Tamigi




Il ponte solare più grande del mondo sarà sul Tamigi


Sta per diventare il più grande ponte solare la nuova stazione ferroviaria di Blackfriars a Londra, nota per essere stata costruita su un viadotto che attraversa il Tamigi. La costruzione dell’impianto fotovoltaico è appena iniziata e saranno installati oltre 4.400 pannelli solari fotovoltaici che, a regime, produrranno un totale di 1.103 MW di energia solare.
Il ponte vittoriano, costruito nel 1886, costituisce le fondamenta per la nuova stazione di Blackfriars, riqualificata dalla Network Rail Limited, per accogliere più passeggeri e migliorare il servizio dei treni. Un nuovo tetto, aggiunto alla struttura storica, incorporerà più di 6.000 metri quadrati di moduli fotovoltaici dando vita al più grande impianto solare in Londra.
E’ stato stimato che i moduli solari produrranno 900.000 kWh di elettricità ogni anno, fornendo il 50% dell’energia necessaria alla stazione e riducendo le emissioni di CO2 pari a circa 511 tonnellate per anno.


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