mercoledì 30 novembre 2011

Trasformiamo la centrale Termo elettrica di Cerano in una centrale Solare Termodinamico








Trasformiamo la centrale Termo elettrica di Cerano 

in una centrale Solare Termodinamico

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(M.Miccolis): La centrale Termo Elettrica di Cerano, entrata in funzione nel 1990, con una potenza complessiva di 2640 MW, si trova a 12 km da Brindisi, occupa un imponente spazio di 270 ettari, comprende 4 gruppi elettrogeni alternatori, della potenza di 660 MW ciascuno, 60 GW di corrente elettrica prodotta al giorno, un modesto camino di 200 metri. E’ collegata tramite quattro elettrodotti, da 380 KW, alla stazione elettrica di Tuturano, da cui si snodano le linee nazionali.
Da sola riesce a produrre 1/3 di tutto il biossido di carbonio immesso in atmosfera dall’intera economia nazionale, oltre 890 milioni di tonnellate, per anno, di emissioni totali di anidrite carbonica.
Stiamo parlando della centrale termoelettrica a carbone più grande d’Europa, ed anche la più inquinante del mondo.
Secondo uno studio condotto dal WWF, la centrale elettrica italiana che inquina più di tutte, e si trova nella mia terra nel salento, e questo per me è un problema da risolvere che le varie amministrazioni volutamente ignorano per non calpestare i calli dei poteri forti.
Gli effetti di questa mole inquinante sono stati rilevati con riscontri scientifici inoppugnabili. Infatti le analisi svolte dalla Direzione “qualità della vita” del ministero dell’Ambiente e validate dall’Arpa hanno riscontrato la presenza di pesticidi e metalli pesanti oltre i limiti consentiti nelle coltivazioni di ortaggi destinati alla vendita, nel sottosuolo e nella falda profonda del territorio compreso tra Brindisi e Cerano. Ossidi di azoto e di zolfo, oltre a nanoparticellle e microinquinanti di vario genere danzano allegramente nei polmoni degli ignari (o quasi) salentini. In questo scenario la città di Lecce appare colpita direttamente dalle incidenze neoplastiche diffuse dal Registro tumori jonico – salentino. La classifica delle tre province salentine configura proprio Lecce al primo posto con un’incidenza pari all’11,8 per cento dei casi di tumore alle vie respiratorie, seguita dai due poli industriali del territorio, Brindisi (9,3 per cento) e Taranto (8,3 per cento).
Mi sembra evidente che si deve intervenire immediatamente, ed il modo più efficace e più accettabile per tutti è quello di convertire cerano da Centrale a Carbone a centrale Solare termodinamico.
Infatti gli impianti solari possono essere anche integrati con impianti termoelettrici convenzionali, compresi quelli a ciclo combinato, per incrementarne la potenza elettrica complessiva. Questa possibilità consente di utilizzare, con pochi cambiamenti, installazioni già funzionanti. Così si può fare affidamento sul sistema di produzione elettrica, sul sito e sulle infrastrutture esistenti, limitando il più possibile i costi per la parte convenzionale dell’impianto e concentrando l’investimento sui componenti innovativi della nuova tecnologia. In tal caso, inoltre, l’incremento di potenza può essere ampiamente modulato nell’arco della giornata, facendo in modo che la produzione elettrica aggiuntiva dell’impianto solare avvenga nelle ore in cui è maggiore la domanda da parte delle utenze esterne.

Su queste basi è stato già firmato un accordo di collaborazione ENEA-ENEL e istituito un gruppo di lavoro congiunto per elaborare il Progetto Archimede (integrazione di solare avanzato con un ciclo combinato). Questa opportunità strategica, da realizzarsi presso una centrale ENEL nel sud dell’Italia (ad esempio, la centrale di Priolo Gargallo, Siracusa, originariamente ad olio combustibile e recentemente riconvertita a gas con ciclo combinato), costituirà la prima applicazione a livello mondiale di integrazione tra un impianto a ciclo combinato e un impianto solare termodinamico.
Invito i nostri amministratori regionali a proporre Cerano, a far rientrare Cerano in questo progetto, in modo da alleggerire l’aria dei pugliesi già appestata dall’ilva di Taranto.
La “solarizzazione”, per mezzo della tecnologia ENEA, di un moderno impianto convenzionale a ciclo combinato, che già produce energia elettrica, risulta molto semplice e non richiede grandi modifiche nel sistema esistente: infatti il vapore prodotto dall’impianto solare ha praticamente le stesse caratteristiche di temperatura e pressione di quello che proviene dal generatore a recupero di calore dai fumi di scarico del turbogas.
I risultati attesi dal prototipo industriale riguardano, innanzitutto, le conoscenze derivanti da una applicazione in piena scala della nuova tecnologia solare, ma anche un effetto di trascinamento per altre applicazioni e un primo contributo, limitato ma già significativo, all’esigenza ormai improrogabile di aumentare la disponibilità di potenza elettrica sulla rete nazionale.
Altro aspetto da non trascurare è l’opportunità di un’apertura del mercato per l’industria dei componenti solari, che potrebbe essere incentivata ad investire per ottimizzare questi sistemi di produzione ed abbatterne i costi.

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http://miccolismauro.wordpress.com/2010/11/29/trasformiamo-la-centrale-termo-elettrica-di-cerano-in-una-centrale-solare-termodinamico/

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venerdì 18 novembre 2011

Dirigibili Alimentati ad energia fotovoltaica



Nuovi dirigibili alternativi all'aereo

Alimentati esclusivamente ad energia fotovoltaica

Spesso la tecnologia non fa altro che riprendere un'invenzione passata e modificarne alcune peculiarità, rendendola più funzionale e all'avanguardia dei bisogni sociali attuali.

Il primo dirigibile fu costruito nel 1852, sfruttando il principio di Archimede, (ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume di fluido che sposta) e in seguito all'incidente avvenuto Lakehurst, nel New Jersey, tale mezzo cade in disuso.

Ora gli ingenieri hanno ridisegnato la classica forma di sigaro a cui eravamo abituati, avranno infatti una struttura simile a un fiore, con la parte centrale esagonale, avranno pannelli solari come unica fonte di alimentazione, progettata per rimanere in volo per lunghissimo tempo.

Pensato come alternativa agli aerei, il progetto si chiama Maat (Multibody Advanced Airship for Transport) e vi partecipano anche università ed aziende di Regno Unito, Belgio, Germania, Portogallo, Russia e Uruguay.

'Con questo progetto viene rivoluzionato il concetto di trasporto aereo, fino ad ora effettuato da limitati punti a terra', ha osservato Antonio Dumas, dell'università di Modena e Reggio Emilia. Il dirigibile Maat 'sarà collegato a più dirigibili che, come 'navette rifornitrici', trasporteranno persone e merci da e verso terra costituendo l'anello di congiunzione tra il dirigibile e la Terra: un concetto innovativo di hub aeroportuale'.

Diego Luise 
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=71471

Il progetto MAAT ha lo scopo di analizzare la fattibilità di un sistema di trasporto aereo tramite un dirigibile di nuova concezione. Questo, denominato MAAT (Multibody Advanced Airship Transport) è costituito, come un fiore, da una parte centrale, come corolla, che resta in quota per lungo tempo (cruiser) e da sei parti, come petali (feeder) che salgono e scendono. Il cruiser ed i feeder sono i grdo di muoversi verticalmente e di restare ad alta quota mediante la spinta di galleggiamento e di muoversi orizzontalmente mediante propulsione elettrica, interamente alimentata da pannelli solari.
Il progetto MAAT nasce come evoluzione di un precedente progetto sviluppato dal gruppo ERMETE dell’ Università di Modena e Reggio Emilia: PSICHE (Photovoltaic Stratospheric Isle for Conversion in Hydrogen as Energy vector- Piattaforma stratosferica fotovoltaica per la conversione in idrogeno come vettore energetico).
Si allega la locandina:
MAAT_kick_off_meting_13_15_set.pdf

http://www.eventi.unimore.it/index.php/component/jcalpro/view/4575 







Hanno la forma di un fiore, esagonale




Dirigibili solari che sembrano fiori prenderanno il posto degli aerei

L’innovativo progetto mira a rivoluzionare il traffico aereo con sistemi efficienti che abbattano le emissioni di Co2 e riducano il consumo del suolo.




A volte ritornano. I placidi giganti che popolavano i cieli insieme alle nuvole fino più o meno alla fine degli anni ’30 – tempi in cui caddero in disuso a causa del grave incidente avvenuto nel New Jersey al dirigibile LZ 129 Hindenburg – potrebbero ora mandare in pensione i moderni colleghi alati e rivoluzionare così il traffico aereo.

E’ questo, infatti, l’obiettivo del progetto Maat - Multibody Advanced Airship for Transport - coordinato dal dipartimento Scienze e metodi dell'ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia e finanziato dall'Unione Europea – che analizza la fattibilità di un sistema di trasporto aereo tramite un dirigibile di nuova concezione, in grado di percorrere lunghe rotte in totale assenza di emissioni energetiche.
I dirigibili del futuro – secondo quanto pianificato – vedranno introdotte molte novità. Innanzitutto saranno dotati di pannelli solari – per un alimentazione 100% green – e presenteranno anche una struttura innovativa. Non più grossi sigari volanti ma aggraziati fiori, composti da una parte centrale esagonale – la Ptah (Photovoltaic modular transport airship for high-altitude) progettata per rimanere in volo per tempi lunghissimi, e sei “petali” esterni – gli Aten (Airship transport elevator) che saliranno e scenderanno per garantire i contatti con la terra.
Le modalità operative previste per il sistema saranno semplici: quando il cruiser giungerà in un prefissato punto di intercettazione, uno dei petali (che imbarca persone e/o cose) verrà rilasciato e scenderà a terra, verso una innovativa struttura aeroportuale verticale denominata Aha (Airship Hub Airport). Contemporaneamente, da terra, un altro petalo inizierà la salita e occuperà il posto lasciato libero.

Questo sistema prevederà quindi la costruzione di aeroporti ad hoc che ridurranno ampiamente il consumo di suolo, essendo sviluppati in senso verticale per permettere l’aggancio dei “dirigibili petalo”.
Categoricamente escluse le fonti energetiche fossili, come già specificato, il nuovo dirigibile si muoverà solo grazie a energia fotovoltaica con conseguente abbattimento delle emissioni di Co2. E le prestazioni saranno degne di nota: raggiungerà una velocità massima di 400 km/h in favore di vento.
«Con questo progetto viene rivoluzionato il concetto di trasporto aereo, fino ad ora effettuato da limitati punti a terra» ha osservato Antonio Dumas, dell'Università di Modena e Reggio Emilia. All’ambizioso studio partecipano anche università e aziende di Regno Unito, Belgio, Germania, Portogallo, Russia e Uruguay.


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lunedì 14 novembre 2011

Tegole fotovoltaiche


Tegole fotovoltaiche



 Techtile Energy è assolutamente geniale.

Da un’intuizione della veneta REM SpA, Techtile Energy è uno straordinario sistema fotovoltaico (o di produzione di acqua calda) composto da tegole a forma di coppo, che trasforma il tetto dell’edificio in un generatore di energia elettrica senza modificarlo di una virgola nell’aspetto.
Con Techtile Energy, il tetto diventa attivo: inizia a produrre energia elettrica per la vita della casa.
Ciò è possibile grazie alla sostituzione dei tradizionali coppi di copertura con nuovi moduli costruttivi che contengono una cella in silicio capace di trasformare i raggi del sole in energia elettrica: la tegola fotovoltaica.
Techtile Energy permette di preservare i paesaggi esistenti senza rinunciare all’utilizzo di energie rinnovabili, contribuendo attivamente alla sostenibilità del nostro vivere.
L’azienda tutta italiana (REM SpA) nasce dall’intuizione di due giovani imprenditori veneti e dalla sinergia operata da due aziende specializzate nella produzione di sistemi fotovoltaici e stampi per materie plastiche.
Il progetto di REM Spa prende forma dall’idea di realizzare sistemi ad energia solare perfettamente integrati nell’architettura degli edifici.
La particolarità del mercato edilizio italiano, dove oltre il 40% del territorio è sottoposto a vincoli storico/paesaggistici che precludono l’introduzione degli attuali pannelli solari, è una delle problematiche che ha spinto REM nell’ideare un sistema capace di superare questi limiti: Techtile.
Vediamo questa super tegola fotovoltaica nel dettaglio. Come viene installata e collegata al resto dell’impianto della casa.
Il progetto è assolutamente fantastico. Non nascondiamo il nostro entusiasmo.
Sono quattro le sottofamiglie (moduli) che compongono il sistema Techtile System:
  • Techtile Basic – predisposizione dell’impianto
  • Techtile Energy – produttore fotovoltaico di energia elettrica
  • Techtile Therm – produttore di acqua calda sanitaria
  • Techtile Control – centralina elettronica di controllo



Techtile Basic
Caratteristica importante di Techtile System è la possibilità di gestire separatamente la realizzazione della copertura energetica dalla sua predisposizione.
È infatti disponibile la predisposizione Techtile Basic sottoforma di pannelli preallestiti su cui sono agganciate le apposite tegole di canale atte a sostenere sia le tegole fotovoltaiche Techtile Energy sia quelle del sistema Techtile Therm.
Con Techtile Basic, è possibile quindi costruire i nuovi edifici con la sola predisposizione per il sistema energetico: sulla tegola di canale Techtile, infatti, è possibile applicare i tradizionali coppi in cotto.
Questa scelta consente di passare a Techtile System in qualsiasi momento senza la necessità di effettuare interventi impegnativi accrescendo, così, il valore dell’immobile.
Ed inoltre, grazie alle loro capacità isolanti, i pannelli TechTile Basic godono degli sgravi fiscali del 55% predisposti dal governo nella manovre finanziarie del 2007 e del 2008.

Techtile Energy
Techtile Energy è il sistema fotovoltaico che trasforma il tetto dell’edificio in un generatore di energia elettrica senza modificarlo nell’aspetto.
Ogni tegola contiene una cella fotovoltaica che trasforma l’energia solare in energia elettrica.
Techtile Energy si posa con particolare facilità, in modo similare ad una normale tegola in laterizio; con la posa delle tegole, infatti, avvengono simultaneamente sia l’innesto meccanico che il collegamento elettrico.
La gestione della funzionalità della copertura Techtile Energy è garantita da un’apposita centralina (Techtile Control) che svolge funzioni di misurazione, di controllo, di individuazione di eventuali anomalie di funzionamento e inoltre permette l’analisi tecnica dei dati tramite PC.

Techtile Therm
Perfettamente integrato nel tetto in laterizio, Techtile Therm è il sistema solare termico per produrre acqua calda.
Realizzato con pannelli completi di collettore in rame e tubi sotto vuoto, Techtile Therm risulta praticamente invisibile e, grazie alla tecnologia adottata, è in grado di garantire un’elevata resa e una lunga durata nel tempo.
Techtile Therm è ideale per alimentare, attraverso l’utilizzo degli
opportuni serbatoi o accumuli termici, il circuito sanitario e per integrare un impianto di riscaldamento a bassa temperatura, sia esso a pavimento o a profili radianti.
Si caratterizza per l’estrema facilità di installazione su Techtile Basic e per l’elevata affidabilità dei materiali in termini di efficienza e resistenza.
Techtile Control
Techtile System è dotato di Techtile Control, il sofisticato sistema di gestione elettronica che consente di avere il pieno controllo dell’impianto direttamente dall’interno dell’abitazione. Monitorizza costantemente il funzionamento dell’impianto, l’irraggiamento solare e la temperatura del tetto, evidenziando, così, i possibili cambiamenti di stato e le disfunzioni che possono intervenire nel sistema.
Techtile Control svolge anche la funzione di cronotermostato con la regolazione della temperatura ambiente, mentre per Techtile Energy rileva elettronicamente anche le eventuali anomalie di funzionamento delle tegole fotovoltaiche consentendo, così, un intervento diretto e semplificato.
Link: REM Spa – Techtile Energy

Tegole fotovoltaiche



La Rem Energies produce queste spledndide tegole che contengono celle solari o tubi sottovuoto per la produzione di energia elettrica o acqua calda. Insomma se avete un tetto e non volete installare i soliti “antiestetici” pannelli, questa potrebbe essere una valida alternativa
Nota:
Per produrre 1kWh sono necessarie 250 tegole.



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in Francia l'impianto fotovoltaico integrato più grande al mondo




  tegole fotovoltaiche

 Inaugurato in Francia l'impianto fotovoltaico integrato
più grande al mondo

Mentre in Francia gli Indignati transalpini manifestano contro il nucleare, sempre nel Paese d’Oltralpe si registra una notizia di tutt’altro sapore. Nei giorni scorsi è stato infatti inaugurato a Perpignan, attraverso un sistema innovativo di tegole fotovoltaiche, il più grande impianto integrato fotovoltaico ad un edificio esistente al mondo. Per la sua messa a punto sono stati necessari due anni di costruzione. L’impianto ha una potenza di 8,8 MW ed è realizzato per intero sul tetto di quella che è una grande struttura commerciale.
Per capire le dimensioni di cui stiamo parlando, basti pensare che l’estensione della copertura è di 68 mila metri quadrati di superficie e che le tegole originarie sono state sostituite con ben 97 mila tegole fotovoltaiche. Insomma, numeri non da poco. Il sistema, che è stato progettato dalla Solaire France, è completamente innovativo ed ha la caratteristica di essere poco invasivo, facile da installare e resistente all’acqua.
Il nuovo impianto è costato la bellezza di 54 milioni di euro ed ovviamente, viste le dimensioni, cederà l’energia prodotta alla rete elettrica francese, con la quale è stato stipulato un contratto di vendita della validità di venti anni. Il dimensionamento dell’impianto permetterà la produzione di 9.400 MWh l’anno di elettricità, corrispondente al 10% del fabbisogno della città di Perpignan.
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LEGGI ANCHE :  http://cipiri20.blogspot.it/2011/11/tegole-fotovoltaiche.html



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Giappone, i reggiseni si trasformano in biofuel

 Giappone
i reggiseni si trasformano in biofuel..... 
Un'iniziativa firmata Triumph e Wacaol

Una curiosa iniziativa giapponese sta suggerendo alle donne di “donare” la propria biancheria intima contribuendo così alla produzione di RPF

La nuova tendenza per la produzione di biocarburanti ad uso industriale arriva dal Giappone, dove le donne sono state invitate a raccogliere la propria biancheria intima, primi tra tutti i reggiseni, e donarli per una causa green. Per portare avanti questo curioso progetto hanno unito le forze la Triumph International, produttrice di biancheria intima, e la Wacaol che stanno suggerendo alle giapponesi di contribuire a salvare l’ambiente semplicemente disfandosi della biancheria che non utilizzano più.

Le due società stanno infatti raccogliendo i reggiseni e procedendo all’estrazione del metallo, della carta e del tessuto per poi trasformarli in biofuel (RPF- refuse paper and plastic fuel) adatto all’alimentazione di caldaie industriali e generatori.

La campagna ha fino ad ora raccolto 380mila reggiseni per un totale di 32 tonnellate di RPF con un rendimento paragonabile a quello derivante dalla combustione del carbone, ma a minor costo. Il RPF può peraltro essere prodotto partendo da diversi materiali di scarto tra cui carta plastificata, pellicola e PET. Oltre a raccogliere la biancheria in Giappone la Wacaol ha esportato l’iniziativa nei suoi negozi di Taiwan attraverso il programma che, oltre a rappresentare un’iniziativa di riciclaggio e raccolta differenziata, si sta trasformano anche in un beneficio ambientale.

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Il Sud , motore del fotovoltaico Italiano




 Il Sud , grazie alla sua esposizione ottimale, diventera' il motore del fotovoltaico Italiano....e presto !
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IL SOLE BASTA E AVANZA


IL SOLE....ENERGIA CHE BASTA E AVANZA  Ogni giorno il sole produce una quantita' di energia 3000 volte superiore al fabbisogno dell'umanita' intera e questo per altri 5 miliardi di anni..


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A Gela il più grande polo agro-fotovoltaico d’Europa




A Gela il più grande polo agro-fotovoltaico d’Europa
Un investimento da 110 milioni di euro.....
Serre fotovoltaiche per una potenza di 80 MW e un impianto di cogenerazione alimentato con gli scarti agricoli. Questo il frutto dell’intesa fra Comune e cooperativa agricola.

Coltivare frutta e verdura producendo parallelamente elettricità dal sole e calore dagli scarti vegetali. Succederà a Gela, in provincia di Caltanissetta, dove il consiglio comunale sarebbe ad un passo dall’approvare la stipula di un accordo con la cooperativa floro-ortofrutticola Agro Verde; accordo grazie al quale prenderà il via uno speciale progetto: il più grande polo serricolo-fotovoltaico d’Europa. Il protocollo d’intesa per cui si attende l’autorizzazione, permetterà di avviare le procedure di esproprio di alcune terre nelle contrade S. Antonio, Cappellaia e Bruca, a est della città; 230 ettari in tutto di cui circa la metà saranno destinati all’istallazione di serre fotovoltaiche per una potenza complessiva di 80 MW. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un impianto di cogenerazione che sfrutti come fonte primaria gli scarti vegetali ottenuti dalle coltivazioni in questione.

I rimanenti 113 ettari saranno invece destinati a progetti di rivalutazione territoriale ospitando eventi turistici, culturali e religiosi e la realizzazione un centro permanente per la promozione dell’energia rinnovabile. Il progetto richiederà in totale un investimento da 110 milioni di euro – coperto per il 35% dal contratto di programma, ma oltre alla produzione di energia a zero emissioni fornirà ben 500 nuovi posti di lavoro.

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. CikCiak .




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È il momento di sfruttare l’energia del Sole




L’ energia solare: l’unica energia che in tutto il mondo può
venir sfruttata in maniera decentralizzata, ovunque ve ne
sia bisogno.
L’ energia solare è inesauribile, mentre le fonti fossili si stanno
esaurendo e ogni anno diventano più costose. Il cambiamento
climatico e le difficoltà di approvvigionamento costringono a
trovare nuove soluzioni.
Assumersi le responsabilità vuol dire agire concretamente.
Con la tecnologia fotovoltaica, da consumatori dipendenti di
energia, tutti possiamo diventare produttori autonomi.


È venuto il momento di sfruttare l’energia del Sole..


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Lombardia al 1° posto in Italia per FER installata e prodotta


Lombardia al 1° posto in Italia per FER installata e prodotta

La Regione possiede rispettivamente il 15,2% degli impianti installati e il 20,9% dell’energia verde prodotta in Italia .

“Con la più alta percentuale di impianti FER installati (15,2%) e di “energia verde” prodotta (20,9%), la Lombardia è certamente la Regione che ha la maggior quota di rinnovabili in Italia – lo ha sostenuto Marcello Raimondi, assessore regionale lombardo all’Ambiente, Energia e Reti, nel corso di un intervento odierno presso la tavola rotonda del Festival dell’Ambiente (l’evento “green” in programma a Milano dal 19 al 22 ottobre). In particolare, è il settore fotovoltaico ad aver fatto registrare una crescita del 116% in soli 6 anni, passando da 526 impianti installati nel 2005 (pari a 2,5 MW di potenza) ai 21.500 del gennaio 2011 (con 295 MW allacciati).

Raimondi, ha inoltre auspicato che si possa presto realizzare un programma nazionale di sviluppo energetico “serio e lungimirante” dove, in accordo con tutte le Regioni, sia possibile far compiere all’Italia quei passi che il Paese si aspetta in termini di competitività internazionale. “Dotarsi di questo strumento – continua Raimondi – significa ragionare non solo su come assicurarsi i necessari livelli di approvvigionamento di energia, ma anche come coniugare lo sviluppo con il rispetto dell’ambiente e la convivenza con il territorio.”

“Dobbiamo inoltre tenere ben presente la capacità d’innovazione dei nostri imprenditori e il potenziale di risparmio energetico che si può conseguire con corrette misure di efficientamento energetico”.



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Energy-art




 questo lampadario è assolutamente alimentato dai raggi solari

  La farfalla che “fotovolteggia” in casa !!!

Virtue of Blue, un esempio di energy-art intrinsecamente autosufficiente, entra a fa parte della mostra The Curious Image presso la Galleria Blain Southern, realizzato dallo studio Demakersvan.

Una splendida combinazione di arte ed energia rinnovabile, interessante connubio di ingegneria elettrica e design. Un lampadario che esplora le potenzialità creativa dei materiali fotovoltaici, per poi plasmarli e tagliarli in maniera meticolosa, spingendo i confini delle rinnovabili, abbandonando gli impieghi tradizionali delle stesse.

Intrinsecamente autosufficiente in quanto assorbe la luce di giorno per poi ridarla la notte. Proprio come farfalle vere, che raccolgono l’energia solare per innalzare la loro temperatura corporea, questo lampadario è assolutamente alimentato dai raggi solari.

L’effetto ottenuto è proprio quello di uno sciame di farfalle notturne, che si riuniscono attorno ad una sorgente di luce, come molti altri insetti che sembrano essere attratti dalle diverse fonti di luce. Intervento che stimola la curiosità e la fantasia dello spettatore risolvendo l’animosa problema delle energie rinnovabili etiche, ma brutte a vedersi. Quindi si tecnologia ma vestita di buon gusto estetico.

La virtù del blu, il blu come riferimento a cose fisiche, simboli metaforici, o associato al cielo azzurro o al blu del mare, ma soprattutto a tutte le virtù di una cellula fotovoltaica di colore blu.

Una scultura che misura 1440x1440x1620 mm e pesa all’incirca 39 kg, formata da 500 farfalle blu zaffiro di 4 specie diverse, con ali fatte di celle solari al cesio , farfalle che svolazzano attorno alla struttura di sottile acciaio con all’interno un bulbo in vetro soffiato, questa è la sorprendente opera realizzata dall’artista e designer Jeroen Verhoeven.

Un esempio a testimonianza del fatto che quando si unisco la potenza della natura, dell’ingegno ed dell’arte il risultato non può che essere di pura bellezza ed eleganza.




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