venerdì 18 novembre 2011

Dirigibili Alimentati ad energia fotovoltaica



Nuovi dirigibili alternativi all'aereo

Alimentati esclusivamente ad energia fotovoltaica

Spesso la tecnologia non fa altro che riprendere un'invenzione passata e modificarne alcune peculiarità, rendendola più funzionale e all'avanguardia dei bisogni sociali attuali.

Il primo dirigibile fu costruito nel 1852, sfruttando il principio di Archimede, (ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume di fluido che sposta) e in seguito all'incidente avvenuto Lakehurst, nel New Jersey, tale mezzo cade in disuso.

Ora gli ingenieri hanno ridisegnato la classica forma di sigaro a cui eravamo abituati, avranno infatti una struttura simile a un fiore, con la parte centrale esagonale, avranno pannelli solari come unica fonte di alimentazione, progettata per rimanere in volo per lunghissimo tempo.

Pensato come alternativa agli aerei, il progetto si chiama Maat (Multibody Advanced Airship for Transport) e vi partecipano anche università ed aziende di Regno Unito, Belgio, Germania, Portogallo, Russia e Uruguay.

'Con questo progetto viene rivoluzionato il concetto di trasporto aereo, fino ad ora effettuato da limitati punti a terra', ha osservato Antonio Dumas, dell'università di Modena e Reggio Emilia. Il dirigibile Maat 'sarà collegato a più dirigibili che, come 'navette rifornitrici', trasporteranno persone e merci da e verso terra costituendo l'anello di congiunzione tra il dirigibile e la Terra: un concetto innovativo di hub aeroportuale'.

Diego Luise 
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=71471

Il progetto MAAT ha lo scopo di analizzare la fattibilità di un sistema di trasporto aereo tramite un dirigibile di nuova concezione. Questo, denominato MAAT (Multibody Advanced Airship Transport) è costituito, come un fiore, da una parte centrale, come corolla, che resta in quota per lungo tempo (cruiser) e da sei parti, come petali (feeder) che salgono e scendono. Il cruiser ed i feeder sono i grdo di muoversi verticalmente e di restare ad alta quota mediante la spinta di galleggiamento e di muoversi orizzontalmente mediante propulsione elettrica, interamente alimentata da pannelli solari.
Il progetto MAAT nasce come evoluzione di un precedente progetto sviluppato dal gruppo ERMETE dell’ Università di Modena e Reggio Emilia: PSICHE (Photovoltaic Stratospheric Isle for Conversion in Hydrogen as Energy vector- Piattaforma stratosferica fotovoltaica per la conversione in idrogeno come vettore energetico).
Si allega la locandina:
MAAT_kick_off_meting_13_15_set.pdf

http://www.eventi.unimore.it/index.php/component/jcalpro/view/4575 







Hanno la forma di un fiore, esagonale




Dirigibili solari che sembrano fiori prenderanno il posto degli aerei

L’innovativo progetto mira a rivoluzionare il traffico aereo con sistemi efficienti che abbattano le emissioni di Co2 e riducano il consumo del suolo.




A volte ritornano. I placidi giganti che popolavano i cieli insieme alle nuvole fino più o meno alla fine degli anni ’30 – tempi in cui caddero in disuso a causa del grave incidente avvenuto nel New Jersey al dirigibile LZ 129 Hindenburg – potrebbero ora mandare in pensione i moderni colleghi alati e rivoluzionare così il traffico aereo.

E’ questo, infatti, l’obiettivo del progetto Maat - Multibody Advanced Airship for Transport - coordinato dal dipartimento Scienze e metodi dell'ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia e finanziato dall'Unione Europea – che analizza la fattibilità di un sistema di trasporto aereo tramite un dirigibile di nuova concezione, in grado di percorrere lunghe rotte in totale assenza di emissioni energetiche.
I dirigibili del futuro – secondo quanto pianificato – vedranno introdotte molte novità. Innanzitutto saranno dotati di pannelli solari – per un alimentazione 100% green – e presenteranno anche una struttura innovativa. Non più grossi sigari volanti ma aggraziati fiori, composti da una parte centrale esagonale – la Ptah (Photovoltaic modular transport airship for high-altitude) progettata per rimanere in volo per tempi lunghissimi, e sei “petali” esterni – gli Aten (Airship transport elevator) che saliranno e scenderanno per garantire i contatti con la terra.
Le modalità operative previste per il sistema saranno semplici: quando il cruiser giungerà in un prefissato punto di intercettazione, uno dei petali (che imbarca persone e/o cose) verrà rilasciato e scenderà a terra, verso una innovativa struttura aeroportuale verticale denominata Aha (Airship Hub Airport). Contemporaneamente, da terra, un altro petalo inizierà la salita e occuperà il posto lasciato libero.

Questo sistema prevederà quindi la costruzione di aeroporti ad hoc che ridurranno ampiamente il consumo di suolo, essendo sviluppati in senso verticale per permettere l’aggancio dei “dirigibili petalo”.
Categoricamente escluse le fonti energetiche fossili, come già specificato, il nuovo dirigibile si muoverà solo grazie a energia fotovoltaica con conseguente abbattimento delle emissioni di Co2. E le prestazioni saranno degne di nota: raggiungerà una velocità massima di 400 km/h in favore di vento.
«Con questo progetto viene rivoluzionato il concetto di trasporto aereo, fino ad ora effettuato da limitati punti a terra» ha osservato Antonio Dumas, dell'Università di Modena e Reggio Emilia. All’ambizioso studio partecipano anche università e aziende di Regno Unito, Belgio, Germania, Portogallo, Russia e Uruguay.


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