loading...

giovedì 24 maggio 2012

Energethica a Torino l'ottava edizione



Green economy motore della ripresa. Nel 2020 850 mila addetti
Si apre oggi a Torino l'ottava edizione di 'Energethica', la mostra/convegno sulla sostenibilità e il risparmio energetico che dal 2005 mette in comunicazione industrie, istituzioni e centri di ricerca con l'obiettivo di aumentare lo know-how in salsa green. La casa a consumo zero è stato l'argomento inaugurale di questa giornata che si è aperta al Lingotto di Torino e continuerà fino a sabato 26 maggio nell'ambito del Torino Smart City Festival, intitolato quest'anno 'smart city and indutry'. In effetti bisogna farsi furbi (smart) perchè la riconversione energetica dell'economia non risponde solo a imperativi di 'ethica' – come dice il nome dell'iniziativa – ma anche è una delle poche forze motrici in grado di accelerare la ripresa economica.
Secondo uno studio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, entro il 2020 la 'green economy' darà da mangiare a 850 persone, 250 mila nel settore energie pulite e 600 mila nel comparto efficienza e riqualificazione energetica, per un mercato globale stimato in 2.200 miliardi di euro.
La ricerca si evolve principalmente nella direzione dell'autosufficienza e del risparmio energetico, ovvero come far diventare le città, le case, le industrie e i servizi non solo autonomi ma anche 'intelligenti', capaci di autoregolare il proprio consumo di energia a seconda dei momenti della giornata e delle necessità, in modo da evitare sprechi. Sono diciotto i paesi ad essere rappresentati nel Torino Smart City Festival, con un'esposizione di oltre trecento prodotti su efficienza energetica, tele gestione, risparmio delle risorse, ecomobility. Ovvero tutto ciò che di più aggiornato offre attualmente il settore per rendere 'smart' l'ambiente in cui viviamo.
Particolarmente importante è trasformare l'unità base dei consumi in una città tipo: le case. L'interesse verso i lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica sono infatti sempre più messi in atto dai cittadini che sono arrivati a capire, ormai, che una spesa iniziale per convertire il funzionamento delle proprie unità abitative è un investimento che viene recuperato vita natural durante, spezzando i propri legami coi giganti dell'energia. Insomma chi, potendo, non preferirebbe auto-prodursi l'energia di cui necessita e non pagare più le bollette all'Enel, contribuendo allo stesso tempo a creare un ambiente più salubre? «La sostenibilità energetica di un edificio è il fil rouge del complesso sistema di relazioni che alimenta una città sostenibile, una Smart City», ha detto Mauro Chianale, presidente di Environment Park. «La casa è il luogo da cui partono i nuovi comportamenti sostenibili - ha aggiunto Edgar Maeder ideatore di Energethica - il nodo essenziale per il risparmio energetico, prima fonte di energia». Secondo i dati del Gestore Sistema Elettrico attualmente gli impianti di energia solare che producono meno di 20 KW (prevalentemente: le unità abitative) sono circa 310.334 per una produzione complessiva di 1852,5 MW, ovvero circa 5,96 KW ad unità. Ancora troppo poco purtroppo, ma se il governo cambiasse musica su incentivi, quinto conto energia e altre fonti rinnovabili il panorama sarebbe ben altro.



- PER COLLABORARE IN CONTATTO ENERGETICO : http://cipiri20.blogspot.com/p/energy-broker.html . . Get cash from your website. Sign up as affiliate. . .
. -

.
.

lunedì 14 maggio 2012

Cecità: fotovoltaico ridona la vista

 

 

Cecità:  fotovoltaico  ridona la vista



 . Get cash from your website. Sign up as affiliate. .

 I benefici del fotovoltaico non si limitano più all'energia pulita e quasi a costo zero, ma investono anche la nostra salute. Una nuova ricerca scientifica infatti sta studiando un particolare tipo di protesi che sostituiscano la funzione dei fotorecettori danneggiati dei nostri occhi. In questo modo è possibile riottenere la vista in caso di cecità. La ricerca si propone come miglioramento di precedenti ricerche come quella della Second Sight in Sylmar aveva elaborato un apparecchio che trasferiva le immagini ad un impianto innestato nell'occhio a cui era collegato tramite cavi.

Questa ricerca invece si avvale della tecnologia wireless associata alla ricerca sui pixel fotovoltaici simili a quelli che si trovano nei pannelli solari sui tetti delle case.
Le protesi oculari sotto forma di occhiali video trasformano la luce in impulsi bioelettrici che giungono al cervello tramite nervo ottico. "A differenza dei precedenti impianti sottoretinici ed epiretinici che richiedono un alimentatore esterno, i fotodiodi in silicio ricevono alimentazione e dati attraverso un'illuminazione pulsata nel vicino infrarosso, erogata attraverso gli occhiali video", commenta Angelika Lingnau.
Lo studio è condotto dal professor Loudin, insieme a Daniel Palanker e ad altri colleghi della Stanford University.

Le immagini sono rielaborate da un computer che le proietta sulla retina mediante infrarossi (880-915 nm). Infine, i pixel nella matrice dei fotodiodi sottoretinici convertono la luce in correnti di stimolazione locali, che concretizzano la vista. Fino ad oggi l'impianto è stato testato solo sui topi riuscendo a dimostrare che le cellule bipolari nella retina dei ratti, sia danneggiate che sane, rispondono alla stimolazione elettrica a infrarossi. 
Per il momento si sta attendendo la sperimentazione sull'uomo ma prima si tenta di elaborare pixel ancora più piccoli in modo da incrementare la risoluzione e la qualità delle immagini.

-

 
.
 .
 .

. .
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

Elenco blog interessanti