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venerdì 5 agosto 2016

20 Isole Utilizzano solo Energia Pulita


Rinnovabili, il report di Legambiente.

Dal Pacifico all’Atlantico, dai Mari del Nord all’Australia: l'associazione ambientalista ha raccolto le storie di 20 isole nel pianeta, dieci delle quali sono ormai indipendenti a livello energetico

In tutto il mondo le isole diventano un cantiere per l’innovazione energetica e le rinnovabili, mentre nelle isole minori italiane è tutto fermo. Questa la fotografia scattata da Legambiente in un dossier, nel quale si raccolgono le storie di 20 isole nel pianeta, dieci delle quali utilizzano ormai solo le fonti pulite. Le altre si avvicinano a passi da gigante verso l’obiettivo del 100 per cento. Si va dal Pacifico all’Atlantico, dai Mari del Nord all’Australia. La realtà delle isole minori del Belpaese è molto diversa: i dati del dossier evidenziano un fermo rispetto agli altri Comuni italiani. Sono 2.660 quelli in cui le rinnovabili soddisfano tutti i fabbisogni elettrici delle famiglie. “La beffa – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – è che nelle isole minori italiane si ha una penetrazione inferiore delle rinnovabili a fronte di grandi potenzialità”.



LE ISOLE PIÙ GREEN - Hanno già raggiunto l’obiettivo Kodiak (in Alaska), King (Australia), le isole Orkney (Scozia), Tilos (Grecia), El Hierro (alle Canarie), Samso (Danimarca), Eig (Scozia), Pellworm (Germania), Tokelau (Nuova Zelanda) e Muck (Scozia). Prossime saranno le isole di Bonaire (ai Caraibi) nel 2017, Capo Verde e Wight (Inghilterra) nel 2020. Sumba (Indonesia) e Bornholm (Danimarca) nel 2025. Mentre nel 2040 toccherà alla Giamaica e, nel 2045 alle Hawaii. Gigha (Scozia) e Aruba (ai Caraibi), invece, arriveranno entro l’anno rispettivamente al 75 e al 50 per cento. E in Portogallo Graziosa raggiungerà il 60 per cento nel 2019. “A detenere il record mondiale – scrive Legambiente nel dossier – è l’isola di El Hierro, la prima ad aver raggiunto l’autosufficienza energetica grazie alle energie rinnovabili e alla grande mobilitazione dei suoi cittadini”. Da giugno 2014 i 10.162 abitanti usufruiscono, per la produzione di energia elettrica, di un sistema di impianti idroelettrici e di impianti eolici. Inoltre è in studio un sistema di mobilità elettrica per tutta l’isola. Altri esempi di innovazione sono in atto nell’isola di King e nelle Azzorre “dove sono stati abbandonati inquinanti impianti diesel, dimostrando di poter migliorare la stabilità di un sistema elettrico”. Nelle aree costiere si sperimentano nuovi sistemi per il recupero di energia elettrica “sfruttando la forza dell’oceano nella sua interezza, sia col moto ondoso, sia con le maree”. Nelle isole Orkney, grazie al movimento delle onde del mare, si è reso possibile convertire l’energia cinetica in energia elettrica.



LE ISOLE ITALIANE SONO INDIETRO - Il paragone con le isole minori italiane è impietoso. I dati evidenziano un ritardo che è rilevante non solo rispetto alle possibilità (a Lampedusa e Pantelleria, alle Eolie come alle Egadi ci sono alcuni dei potenziali di soleggiamento più rilevanti in Italia) ma anche rispetto agli altri Comuni italiani, come i 2.660 Comuni in Italia in cui le rinnovabili soddisfano tutti i fabbisogni delle famiglie o ai 39 Comuni 100% rinnovabili. Si tratta di realtà dove si è riusciti a soddisfare ampiamente i fabbisogni termici ed elettrici grazie ad un mix di impianti diversi da fonti rinnovabili. “La beffa è che oggi i fabbisogni di energia elettrica sono garantiti da vecchie e inquinanti centrali a gasolio” conferma Zanchini, sottolineando che “proprio le difficoltà di approvvigionamento determinano un costo più alto dell’energia elettrica prodotta sulle isole rispetto al Continente”. Il risultato?  “Alle società elettriche è garantito un conguaglio, prelevato dalle bollette di tutte le famiglie italiane, che complessivamente è pari a 70 milioni di euro ogni anno”. Per Legambiente questa rivoluzione “deve diventare centrale anche nel Mediterraneo, dove sono oltre 3mila le isole abitate e dove oggi la sfida è sia energetica, sia”.



LE POTENZIALITÀ – Nel dossier si sottolinea come tutti gli studi dimostrino che da Lampedusa al Giglio, da Favignana a Ponza, “in tutte le 19 isole minori italiane si possa cambiare completamente scenario energetico”. Ci sono progetti in cantiere in alcune isole da parte di Terna, Enea, Enel, “il problema – rileva Legambiente – è che nessuno è ambizioso come quelli delle 20 storie raccontate”. Per Legambiente sono tre i passi da compiere subito: fermare qualsiasi nuova realizzazione o ampliamento di centrali da fonti fossili, approvare il decreto, fermo al Ministero dello sviluppo economico, che prevede di riconoscere la stessa tariffa di cui beneficiano le società che gestiscono l’energia elettrica sulle isole, a chi produce energia da rinnovabili e, infine, approvare un piano per arrivare al 100% da rinnovabili in ogni isola. “È arrivato il momento – conclude Zanchini – di realizzare nelle isole minori italiane un cambiamento che permetta, alle famiglie e alle attività, di prodursi l’energia attraverso un modello distribuito di impianti rinnovabili ed efficienti”.

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martedì 1 dicembre 2015

Il Mega Impianto Solare del Marocco



Il mega impianto solare del Marocco
Sta per entrare in funzione la centrale solare termica più grande al mondo, che soddisferà il fabbisogno energetico di circa un milione di persone.

 Marocco: il più grande impianto solare termico del mondo. Costruito nel deserto sabbioso del Sahara, vicino alla città di Ouarzazate, è grande come 35 campi di calcio e fornirà energia elettrica pulita a circa un milione di persone.

BACIATO DAL SOLE. 
Il complesso sfrutta tre diverse tecnologie: un sistema a concentrazione solare da 
160 MW; un impianto solare termodinamico a specchi parabolici da 300 MW; una serie di collettori 
parabolici a cilindro da 150 MW complessivi.

Il meccanismo di funzionamento generale (diverso dal fotovoltaico) prevede l'accumulo di radiazioni 
solari sotto forma di calore, che nel corso della notte viene convertito in elettricità mediante l'ausilio di una turbina a vapore. La resa è garantita dal fatto che gli specchi mobili puntano sempre verso il Sole - una costante nel deserto africano. Si stima che a pieno regime l'impianto produrrà energia per 20 ore al giorno.

UN FUTURO PIÙ VERDE. 
La costruzione della mega centrale da 500 MW, ad opera della compagnia 
saudita ACWA Power, rappresenta il primo passo di un programma molto più ampio, che punta a 
svincolare il Marocco dall'importazione di combustibili fossili. L'obiettivo è quello di ottenere il 42% dell'energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2020, con un conseguente taglio del 32% delle emissioni di anidride carbonica per il 2030.

La vendita dei megawatt in eccesso potrebbe inoltre favorire 
il flusso di energia pulita vero l'Europa.

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lunedì 20 gennaio 2014

Germania: un intero comune con eolico, solare e biogas


Germania un intero comune con eolico, solare e biogas

Si trova a pochi chilometri da Berlino il primo comune interamente alimentato da fonti rinnovabili e completamente autonomo rispetto alla rete elettrica nazionale.

Un’intera piccola cittadina, in Germania, staccata dalla rete elettrica nazionale e completamente autonoma sul piano dei consumi energetici pubblici e privati.
Accade a Feldheim, piccolo centro situato 90 chilometri a sud di Berlino, dove dopo qualche anno di politiche energetiche a favore delle fonti alternative si è fatto il grande passo: staccarsi dalla rete nazionale.

Quale energia si produce a Feldheim? Un mix di fonti che eliminano i combustili fossili e dunque il petrolio. Si parte dall’eolico con 47 impianti per passare poi al fotovoltaico (nel quale la Germania è all’avanguardia in Europa, specie per i piccoli impianti). E si finisce con gli impianti di biogas, uno in ogni edificio, alimentati attraverso il riciclo dei rifiuti agricoli.

Perfino le colonnine per le ricariche delle auto elettriche sono alimentati dalle fonti alternative.

Il risultato dell’autonomia ricade positivamente sulle tasche dei cittadini che, con queste fonti energetiche, risparmiano circa il 30 per cento sulle bollette. Feldheim è un piccolo centro, ma sicuramente rappresenta un campione di come può cambiare l’intero sistema energetico in città grazie ad accorti investimenti nelle rinnovabili.

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martedì 26 giugno 2012

Italia: il solare supera l’eolico

 

 

Italia: il solare supera l’eolico

 Il sorpasso è avvenuto a febbraio. Con l’energia prodotta dal solo fotovoltaico potrebbe essere soddisfatto il bisogno energetico di tutte le famiglie del Sud Italia

– Sorpasso storico quello evidenziato dall’ultimo rapporto della Confartigianato, che vuole ora il fotovoltaico in testa all’eolico nella produzione verde italiana. I dati appartengono all’indagine dell’Ufficio studi della confederazione e sottolineano un superamento forse per molti quasi scontato visti gli ultimi trend di crescita del mercato solare nostrano, ma pur sempre di sicuro effetto. Dal febbraio di questo 2012 il fotovoltaico è, infatti, la prima fonte rinnovabile per Watt prodotti a livello nazionale se dalla lista si esclude il contributo dell’idroelettrico. La distanza tra sole e vento si è fatta sempre più consistente producendo uno scarto tra le due fonti di 2.949 GWh registrato nello scorso mese: 14.490 GWh fotovoltaici contro 11.541 GWh eolici, che a conti fanti basterebbero per soddisfare le necessità elettriche di tutte le famiglie del Mezzogiorno.
Il dato risulta ancora più incisivo se si analizza la crescita su base annuale; a cavallo tra maggio 2011 e maggio 2012 la produzione fotovoltaica è cresciuta di oltre 11 TWh, contro i ”soli” 2,4 TWh degli impianti eolici e con lei è aumentato il dato occupazionale segnando un altro segno più sui grafici del settore lavoro. Un simile risultato, spiega il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, replicato solo dalla Germania. E se il fotovoltaico ha registrato un vero e proprio boom, meno buone sono invece state le prestazioni dell’idroelettrico – in calo con una riduzione di 7.416 GWh – del geotermico, in crescita ma con un trend decisamente più contenuto.

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sabato 8 ottobre 2011

Il ponte solare più grande del mondo sarà sul Tamigi




Il ponte solare più grande del mondo sarà sul Tamigi


Sta per diventare il più grande ponte solare la nuova stazione ferroviaria di Blackfriars a Londra, nota per essere stata costruita su un viadotto che attraversa il Tamigi. La costruzione dell’impianto fotovoltaico è appena iniziata e saranno installati oltre 4.400 pannelli solari fotovoltaici che, a regime, produrranno un totale di 1.103 MW di energia solare.
Il ponte vittoriano, costruito nel 1886, costituisce le fondamenta per la nuova stazione di Blackfriars, riqualificata dalla Network Rail Limited, per accogliere più passeggeri e migliorare il servizio dei treni. Un nuovo tetto, aggiunto alla struttura storica, incorporerà più di 6.000 metri quadrati di moduli fotovoltaici dando vita al più grande impianto solare in Londra.
E’ stato stimato che i moduli solari produrranno 900.000 kWh di elettricità ogni anno, fornendo il 50% dell’energia necessaria alla stazione e riducendo le emissioni di CO2 pari a circa 511 tonnellate per anno.


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venerdì 22 luglio 2011

ENERGIA SOLARE

Risorse globali di energia solare. I colori sulla mappa indicano l'energia media che raggiunge la terra, in un periodo di tre anni dal 1991 al 1993 (24 ore al giorno, tenendo conto anche della copertura nuvolosa indicata dai satelliti meteorologici). La scala è in watt per metro quadrato. L'area necessaria per fornire l'energia equivalente alla richiesta primaria di energia attuale è indicata dai dischetti scuri.
 Insolazione in  Italia
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L' energia solare è la fonte primaria di energia sulla Terra che rende possibile la vita e da cui derivano più o meno direttamente quasi tutte le altre fonti energetiche disponibili all'uomo quali i combustibili fossili, l'energia eolica, l'energia del moto ondoso, l'energia idroelettrica, l'energia da biomassa con le sole eccezioni dell'energia nucleare, dell'energia geotermica e dell'energia delle maree.

L'energia solare è infatti quella normalmente utilizzata dagli organismi autotrofi, cioè quelli che eseguono la fotosintesi, detti anche "vegetali" (da cui derivano i combustibili fossili); gli altri organismi viventi sfruttano invece l'energia chimica ricavata dai vegetali o da altri organismi che a loro volta si nutrono di vegetali e quindi in ultima analisi sfruttano anch'essi l'energia solare, seppur indirettamente.

Dal punto di vista energetico si tratta di un'energia alternativa ai classici combustibili fossili, rinnovabile e pulita (energia verde) nonché una delle energie a sostegno della cosiddetta economia verde nella società moderna. Può essere opportunamente sfruttata attraverso diverse tecnologie e a diversi fini anche se in diverse sue tecnologie di sfruttamento soffre di variabilità e intermittenza di produzione ovvero non piena programmabilità dovuta ai cicli giorno-notte e alla copertura nuvolosa.

Mediamente il Sole irradia alle soglie dell'atmosfera terrestre 1367 W/m², nota come costante solare e distribuita secondo lo spettro solare. Tenendo conto del fatto che la Terra è una sfera che oltretutto ruota, l'irraggiamento solare medio o insolazione è, alle latitudini europee, di circa 200 W/m². Moltiplicando questo valore medio di potenza per metro quadro per il valore della superficie dell'emisfero terrestre istante per istante esposto al sole, si ottiene una potenza superiore ai 50 milioni di GW (per poter fare un paragone, si tenga presente che la potenza media di una grande centrale elettrica si aggira attorno ad 1 GW è circa la potenza media di una grande.

La quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è quindi enorme, circa diecimila volte superiore a tutta l'energia usata dall'umanità nel suo complesso, ma poco concentrata, nel senso che è necessario raccogliere energia da aree molto vaste per averne quantità significative, e piuttosto difficile da convertire in energia facilmente sfruttabile con efficienze accettabili. Per il suo sfruttamento occorrono prodotti tecnologici in genere di costo elevato che rendono attualmente l'energia solare notevolmente costosa rispetto ad altri metodi di produzione dell'energia. Lo sviluppo di tecnologie che possano rendere economico l'uso dell'energia solare è un settore della ricerca molto attivo ma che, per il momento, non ha avuto ancora risultati rivoluzionari.


L'energia solare può essere utilizzata per generare elettricità (fotovoltaico) o per generare calore (solare termico). Sono tre le tecnologie principali per trasformare in energia sfruttabile l'energia del sole:

il pannello solare termico sfrutta i raggi solari per scaldare un liquido con speciali caratteristiche, contenuto nel suo interno, che cede calore, tramite uno scambiatore di calore, all'acqua contenuta in un serbatoio di accumulo.
il pannello fotovoltaico sfrutta le proprietà di particolari elementi semiconduttori per produrre energia elettrica quando sollecitati dalla luce.
il pannello solare a concentrazione sfrutta una serie di specchi parabolici a struttura lineare per convogliare i raggi solari su un tubo ricevitore in cui scorre un fluido termovettore o una serie di specchi piani che concentrano i raggi all'estremità di una torre in cui è posta una caldaia riempita di sali che per il calore fondono. In entrambi i casi "l'apparato ricevente" si riscalda a temperature molto elevate (400 °C ~ 600 °C).



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